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Domenica, 28 Agosto 2016

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Sostegno: spetta al Giudice del lavoro riconoscere il numero di ore congruo alle diagnosi

di Avv. Marco Barone
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Nella Sentenza numero 119 del 2016 del TAR Puglia di Bari si affronta il ricorso di alcuni genitori che chiedevano l’annullamento dei provvedimenti con i quali alcuni Istituti Scolastici assegnavano in favore dei loro figli portatori di gravi disabilità un numero di ore inferiore a quello riconosciuto dalle rispettive diagnosi funzionali e dai profili dinamico-funzionali.

A livello procedurale il TAR ha eccepito l'inammisibilità del ricorso per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.

“Secondo l'insegnamento dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato 4 giugno 2011, n. 10 l'esame della questione di giurisdizione assume carattere necessariamente prioritario. (...) In merito alla questione inerente il giudice giurisdizionalmente competente a decidere sulle controversie relative al servizio di sostegno scolastico a favore di minori disabili questo Collegio non può che prendere atto di quanto affermato recentemente dalle Sezione Unite della Cassazione con la sentenza n. 25011 del 25 novembre 2014.

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Le Sezioni Unite ritengono che sia necessario un ripensamento rispetto all’indirizzo precedente che pacificamente e costantemente riconosceva, sia sotto il vigore del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80, art. 33, sia nella vigenza dell'art. 133 c.p.a., approvato con il D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, per le questioni di che trattasi, la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, concernendo provvedimenti adottati dalla P.A. nell'esercizio di poteri autoritativi e discrezionali in materia di pubblici servizi. Ciò per una
serie di ragioni che in questa sede il Collegio ritiene opportuno brevemente sintetizzare”.

E nella sintesi della motivazione con la quale si eccepisce e si spiega l'inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione, ravvisandosi quella del Giudice Ordinario del Lavoro afferma che:
“ - il diritto all'istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l'inclusione della persona umana con disabilità;
- il diritto all'istruzione dei disabili è dunque ascritto alla categoria dei diritti fondamentali, la cui tutela passa attraverso l'attivarsi della pubblica amministrazione per il suo riconoscimento e la sua garanzia, mediante le doverose misure di integrazione e sostegno atte a rendere possibile ai disabili la frequenza delle scuole, a partire da quella materna e, tra le misure di integrazione e sostegno previste dal legislatore onde garantire l'effettività del diritto all'istruzione del disabile, vi è la somministrazione delle ore di insegnamento attraverso un docente specializzato; -
il diritto all'istruzione dei disabili è oggetto di specifica tutela da parte sia dell'ordinamento internazionale che di quello europeo ed interno;
- in attuazione dell'art. 34 Cost. e art. 38 Cost., comma 3, la L. 5 febbraio 1992, n. 104, all'art. 12, attribuisce al disabile il diritto soggettivo all'educazione ed all'istruzione nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie”

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