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Venerdì, 26 Agosto 2016

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Concorso scuola docenti al vaglio CSPI, Bagni: no per soli abilitati, no a nozionismo all'orale, il servizio dovrebbe valere di più

di Paolo Damanti
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Concorso scuola docenti al vaglio CSPI, Bagni: no a concorso per soli abilitati,

Beppe Bagni (Presidente CIDI) è membro del CSPI, appena insediatosi dopo 8 mesi dalle elezioni. Tra i primi provvedimenti che dovrà analizzare, il concorso scuola docenti, attorno al quale in questi giorni si è alzanto un gran polverone. Abbiamo affrontato in una intervista i punti più caldi delle bozze pubblicate dalla nostra redazione.

"Ho letto le bozze - esordisce Bagni al telefono - mercoledì il CSPI entrerà nel merito del giudizio del concorso. Il parere sarà preparato dall'ufficio di presidenza."

Qual è il tuo giudizio complessivo? Chiedo.

"Mi sembra si sia operato correttamente rispetto alla 107, anche se nella legge c'è il  problema dell'accesso per soli abilitati. Se gli insegnanti con tre anni di servizio e senza abilitazione perdono il treno TFA sono fuori dalla scuola. Invece di farlo riservato, si poteva pensare di aprirlo a quanti hanno i 36 mesi di servizio indicati dalla Corte di giustizia europea. Non sarebbe stata una sanatoria, ma un accesso ad un concorso che seleziona. Questi docenti saranno colpiti, il prossimo TFA sarà l'ultimo e, con l'avvio della riforma sulla formazione iniziale, dovranno ricominicare daccapo con i neolaureati. Un insegnante che non ha più 26 anni e che ha insegnato e ha lavorato è in difficoltà a ripetere un concorso pubblico come quello che si profila.

Dopo la pubblicazione delle bozze del concorso da parte della nostra redazione si è scatenato un putiferio attorno ai programmi di studio. I docenti si sono lamentati del carattere nozionistico della prova scritta, in particolare.

Lo dico anche io. Si continua a pensar di controllare il docente per la propria disciplina, ci ha già pensato l'Università e va data per accertata. L'impegno da chiedere era sulla capacità di progettazione, co-progettazione, conoscenza delle norme. Bisognava riprendere lo spirito della legge delega sulla formazione iniziale dei docenti. La logica sarebbe dovuta essere: hai degli insegnanti abilitati, laureati, perché controllare ancora il nozionistico, quando c è una marea di roba che già è saputa? Bisognava puntare su didattica disciplinare, progettazione, alternanza.

Ci sono i tempi per una modifica?

 A questo punto può darsi di sì, anche se i tempi sono brevi, la decretazione al CSPI è già d'urgenza: 15 giorni. Ci riuniamo mercoledì e giovedì va consegnato il parere. Spero che l'ufficio di presidenza evidenzi il problema e che questo tipo di concorso non ci sarà più.

Comunque lo scritto è già un passo avanti rispetto ai concorsi di qualche anno fa.

E' uno spazio che si apre, ma si parla tanto di didattica per competenze e poi si lascia in subordine. Il potenziale rivoluzionario viene smorzato. Non me l'aspettavo. Visto l'andamento, vista la 107, mi immaginavo un concorso diverso.

Polemiche anche sulla tabella di valutazione, in particolare relativamente agli equilibri tra punteggio per l'abilitazione TFA e valore del servizio. Per pareggiare i punti dell'abilitazione sono necessari 10 anni di servizio.

Mi sembra troppo. Un anno di servizio, è vero che non è un anno di studio, ma 10 sono troppi. Il problema è anche che da una marea di anni non si fa formazione nelle scuole. I docenti spesso attuano una didattica uguale a quella universitaria, ma 10 anni sono troppi. Anche stando dentro la scuola qualcosa la impari, un anno di scuola non può corrispondere ad un anno di TFA, ma magari 5/6. Allora andrebbe abolito lo scatto di anzianità, che se viene valutato ai fini stipendiali concordiamo che comunque produce competenza.

Altra polemica riguarda il livello di lingua straniera necessario per affrontare i quesiti allo scritto e all'orale. Si richiede il B2, mentre il titolo più basso che viene valutato dalla tabella di valutazione è il C1.

Mi sembra incoerente che si richieda il B2 e che poi allo scritto ci siano solo due quesiti in lingua. Essendo un concorso per abilitati e con anni di servizio non avrei insistito troppo sul livelli così alti. Si tratta di un concorso per persone lontane da un percorso di studi universitari e che hanno esperienza scolastica. La richiesta delle conoscenze così elevata poteva essere giusta se pensiamo ad un sistema che nasce ex novo e che entra a regime. Per un concorso riservato, no.

C'è anche la questione del sostegno che fa discutere. Mentre si lavora ad una riforma che vorrebbe competenze anche per i docenti curriculari, avviando corsi formazione specifici, il servizio specifico del sostegno varrà come punteggio nei titoli solo per il bando sul sostegno e non per i posti comuni. Cosa ne pensa?

E' una contraddizione evidente, nel senso che tutti gli insegnanti di sostegno da anni lavorano su competenze disciplinari, non sono specialisti come dice Faraone, il punteggio deve valere anche per i posti comuni.

Su tutti questi aspetti, pensa che ci sarà attenzione da parte del CSPI?

Tra noi c'è voglia di lavorare, di esprimere pareri sensati. L'impressione relazionale è positiva. Abbiamo Chiappetta, con la sua esperienza, insegnanti precari, ci troviamo davanti ad un quadro interessante.

Pensa che il Ministero prenderà in considerazione i vostri pareri "non vincolanti"?

Noi siamo favorevolmente orientati verso un'operazione vera. Anche se il fatto che siamo stati convocati dopo 8 mesi dalla elezione, che il Ministro non sia più il presidente, ci permette da un lato autonomia, ma non è un segnale di attenzione da parte del Ministero.

Tutte le bozze

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