Sabato, 28 Maggio 2016

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Referendum e mobilitazioni: USB continua la lotta contro la buona scuola

di redazione
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L'USB Scuola, insieme ad altre realtà sindacali e di movimento del mondo della scuola, nella giornata di ieri ha depositato in Cassazione i quattro quesiti referendari contro la buona scuola, dando l'avvio a quel percorso referendario che nel mese di Aprile vedrà la raccolta firme per abrogare:

POTERI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO: vogliamo cancellare i vergognosi articoli che trasformano il preside in grande feudatario della scuola, con la possibilità di scegliere gli insegnanti da assumere ogni tre anni tramite chiamata diretta dagli ambiti territoriali.

VALUTAZIONE DEL MERITO DA PARTE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO: vogliamo eliminare la possibilità per il preside di elargire premi in denaro agli insegnanti da lui considerati “meritevoli”, utilizzando il bonus premiale come arma di divisione dei lavoratori della scuola.

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: vogliamo abrogare l’obbligo di 200 ore nei licei e 400 ore nei tecnici e professionali di alternanza scuola-lavoro, che legalizza lo sfruttamento di manodopera minorile, offrendo agli studenti un’immagine distorta e dequalificante del lavoro.

SCHOOL BONUS: vogliamo abrogare il forte sgravio fiscale in favore di chi elargisce somme di denaro alle scuole, aprendo la porta all'ingresso dei privati nella Scuola Pubblica e strumento per creare scuole di élite e scuole di serie B e C.

USB parteciperà alla campagna referendaria per smantellare il processo di aziendalizzazione e gerarchizzazione della scuola pubblica statale contenuto nella legge 107 e chiede a tutti, attivisti, sostenitori e simpatizzanti, di difendere la Scuola Pubblica Statale contribuendo alla raccolta firme.

USB non si ferma, però, al referendum e rilancia le mobilitazioni per le assunzioni del personale ATA, dei precari delle gae e degli abilitati TFA-PAS, per la difesa dei diritti contrattuali degli insegnanti del potenziamento, per il pagamento puntuale dei supplenti, per l’abolizione dei test INVALSI, per il boicottaggio del comitato di valutazione del merito dei docenti e per una mobilità senza discriminazioni per i docenti neoimmessi, condannati alla chiamata diretta del dirigente scolastico.

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