Sabato, 02 Luglio 2016

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Dove è finita l'armonia? Lettera

di redazione
ipsef

Gentile redazione, in questi giorni di grande fermento e agonia per le sorti dei Licei Musicali, mi giunge una richiesta di aderire all'ennesima petizione, da estendere anche ai genitori, a firma di alcuni docenti di ruolo.

In questa noto, con grande delusione, che molti hanno imparato bene la lezione del gioco delle tre carte di matrice renziana e sono, pertanto, molto abili ad alterare la realtà. Il significato, ad esempio, di alcuni passi come "il risultato che ci si attende è che dal prossimo anno la maggior parte dei docenti delle materie musicali di indirizzo che attualmente insegnano nei licei musicali e coreutici, di ruolo e non di ruolo, perderanno la possibilità di continuare ad insegnare in quanto non potranno partecipare al concorso" lascia intendere che il problema principale degli ex-utilizzati e dei neo immessi in ruolo è quello di non poter partecipare al concorso; non viene spiegato e di fatto oscurato che tale categoria, però, ha già la possibilità contrattuale, in quanto di ruolo, di chiedere il passaggio a tale ordine di scuola e/o accedere alla mobilità eccezionale già da quest'anno.

Il problema, al massimo, sarebbe dei docenti di III fascia del Musicale e del Coreutico, di fatto non abilitati, menzionati e strumentalizzati abilmente dai primi la cui sorte ingiusta è visibile: sono loro che non hanno nessuna possibilità di accedere alle procedure concorsuali! Il testo continua con "insegnanti che hanno contribuito a fondare queste nuove scuole che non esistevano, creando sul campo una didattica nuova, saranno sostituiti da colleghi vincitori di concorso, senz'altro bravi e preparati, ma senza esperienza specifica consolidata nei licei musicali e coreutici".

Ecco di seguito un attacco chiaro e palese contro i colleghi di II fascia colpevoli, a loro dire, di non aver esperienza specifica. Per intenderci a scrivere è un docente di tale fascia abilitato e con quattro anni di esperienza al Liceo Musicale che, come tanti altri colleghi anche di ruolo, ha dimostrato il contrario in questi duri anni di lavoro. Allora mi domando e mi chiedo: se si vuole sventolare la bandiera dell'unità di categoria lo si faccia senza ipocrisie, senza disinformare l'opinione pubblica e strumentalizzare i genitori, perché da tali richieste leggo solo una gran' esigenza di salvare solo la propria condizione lavorativa, di fatto già più tutelata rispetto a quella di altre perché contrattualmente più forte, a discapito di altri colleghi che ad oggi, e temo per molto tempo, sono e saranno precari, accomunati i primi dalla difficoltà di dover affrontare un concorso truffa con esigui posti messi a disposizione e i secondi dall'ingiustizia di non poterlo neanche sostenere tale concorso, perché non abilitati!

Se si vuol essere uniti come categoria, bisogna salvaguardare l'anello più debole e non mandarlo al macello in maniera tale che chi non ha possa avere di più e chi già ha possa rinunciare a qualcosa. Era un po' quello che molti di loro chiedevano contro le utilizzazioni illegittime ma quelli erano altri tempi e anche loro all'epoca erano precari!

Prof. Pasquale Nigro

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