Lunedì, 27 Giugno 2016

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Dirigenti Scolastici 9 marzo protestano: Governo taglia stipendi già inadeguati

di admin
ipsef

Cisl Scuola - Protestano domani, 9 marzo, davanti al Ministero dell'Istruzione i dirigenti scolastici, per l'incoerenza di un Governo che a parole li indica come figure centrali per la riforma della scuola e nei fatti taglia le loro retribuzioni, già del tutto inadeguate rispetto alla complessità delle funzioni svolte e molto lontane dal resto della dirigenza pubblica.

Si trascina da anni, con un palleggio infinito di responsabilità fra ministeri, la vicenda delle decurtazioni subite dal fondo unico nazionale, da cui si attinge per i contratti regionali che devono stabilire la quota di stipendio dei dirigenti cosiddetta “variabile” (posizione e risultato)

Un danno al quale avrebbe dovuto rimediare uno stanziamento previsto dalla legge sulla “buona scuola” (legge 107/2015), ma sulla cui gestione si stanno manifestando incredibili incertezze e ritardi, tanto da impedire la quantificazione delle risorse relative all'anno scolastico da mesi avviato. Una situazione che si è fatta intollerabile, anche perché nel frattempo sui dirigenti scolastici si stanno moltiplicando oneri e incombenze di vario genere, con una fortissima esposizione a responsabilità pesanti soprattutto in ordine alla sicurezza, mentre continua un ricorso diffuso all'affidamento di scuole in reggenza. Domani l'appuntamento è alle 11 a Roma, davanti alla sede del Ministero dell'Istruzione in viale Trastevere, dove sono attesi manifestanti provenienti da tutte le regioni d'Italia. A

organizzare la manifestazione sono i sindacati scuola Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal, insieme ai rispettivi coordinamenti della dirigenza scolastica. I sindacati hanno anche chiesto che una delegazione dei manifestanti sia ricevuta insieme a loro dai vertici del MIUR, preannunciando anche un possibile inasprimento delle iniziative qualora le ragioni della protesta non trovassero risposte convincenti.

Parte proprio dai dirigenti una fase di intensa mobilitazione che vedrà coinvolto nelle prossime settimane l'intero comparto, impegnato a rivendicare il rinnovo del contratto e a contrastare anche attraverso la contrattazione gli effetti più negativi della legge 107, di cui si continuano a chiedere opportuni  interventi di modifica.

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