Sabato, 28 Maggio 2016

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Chi ha inventato la Buona scuola: Renzi o la Flcgil?

di Vincenzo Brancatisano
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Immagine riforma La Buona Scuola

“Si potrebbe ipotizzare la costituzione di una Sub graduatoria nazionale. In essa sono inclusi automaticamente tutti gli aspiranti delle varie province sulla base del punteggio e delle eventuali precedenze”.

La “si utilizza in caso di esaurimento di quella provinciale per il corrispondente posto/classe di concorso”.

E ancora: “La rinuncia ad una proposta di assunzione dalla graduatoria nazionale comporta la cancellazione dalla stessa restando quindi solo nella graduatoria provinciale”.

Inoltre, occorre tamponare il problema delle supplenze dispendiose con la creazione di un organico funzionale. Firmato: Flc-Cgil. Anno 2011.

Ma allora ci chiediamo: quante paternità la nostra cara Buona scuola?

A chi è venuto in mente per la prima volta l’idea originale di ricorrere a un piano straordinario di assunzioni per risolvere il dramma del precariato scolastico ricorrendo a docenti di ruolo potenziatori e talvolta tappabuchi trasformando la natura dell’organico d’istituto?

La risposta a domande apparentemente banali come questa si rinviene, come tante volte succede, nell’archivio del giornalista diligente e nella sua voglia di andarsi a rileggere qualche comunicato risalente ad anni molto passati, a tempi, come si suol dire, non sospetti.

E allora ri-leggiamolo questo vecchio comunciato, risalente al 4 aprile 2011, inviato alle agenzie da Domenico Pantaleo, allora responsabile nazionale della Flc Cgil.

“Il tema del reclutamento e del precariato - scriveva la Flc Cgil – può essere affrontato solo agendo su più piani e su una serie di questioni tra loro strettamente collegate. I pilastri su cui si fonda la nostra proposta sono tre: organici, immissioni in ruolo e gestione delle graduatorie. Questi tre punti sono tra loro legati indissolubilmente, nell’ottica di una proposta complessiva sul versante del precariato che non dia al contrario risposte parziali, legate ad aspetti contingenti. Inoltre il criterio che ispira il nostro ragionamento è quello dell’equità delle opportunità e dei diritti.

E' evidente che qualunque proposta relativa ad una nuova modalità di reclutamento dovrà salvaguardare le Graduatorie ad Esaurimento (GAE) e i docenti inseriti in esse, oltre ad affrontare le problematiche dei docenti non abilitati, che stanno prestando servizio nelle nostre scuole”.

La Flc è in quel periodo già impegnata nella salvaguardia dei diritti del personale precario e nella lotta all’equiparazione dei medesimi con quelli del personale di ruolo. Per questo scrive che la “nostra proposta sul reclutamento si completa con le rivendicazioni contrattuali, inserite nella piattaforma 2009, relative all’equiparazione dei diritti con il personale a tempo indeterminato, inclusa la progressione di carriera (vertenza scatti di anzianità), e con l’avvio della vertenza nazionale sulla trasformazione del rapporto a tempo indeterminato e sull’attribuzione degli scatti di anzianità”.

Battaglia che porterà tre anni dopo alla vittoria storica dei precari del 26 novembre 2014 a Lussemburgo dopo una vertenza che costringerà il governo a procedere con le immissioni straordinarie di Fase B e C del 2015.

“La nostra elaborazione - proseguiva il sindacato – richiede una forte assunzione di responsabilità da parte del Governo e per questa ragione abbiamo chiesto un incontro con la Ministra Gelmini e l’apertura urgente di un tavolo politico”.

La Flc punta all’istituzione della durata pluriennale del Pof, conseguita quasi cinque anni dopo con la legge sulla Buona scuola e sul superamento di quella dispendiosa supplentite rilanciato poi da Renzi.

Attribuire alle scuole una dotazione di organico funzionale – spiega infatti la Flc –è meglio non solo per la qualità della didattica, ma serve a superare la faticosissima chiamata dei supplenti saltuari che non consente un efficace rapporto didattico ed è molto dispendiosa dal punto di vista dei costi”. Occorre quindi determinare “gli organici e i finanziamenti, su base triennale, per garantire l’erogazione del servizio in modo programmato e stabilizzato, nel rispetto delle competenze delle Regioni”.

La Flc crede “sia necessario superare la distinzione tra organico di fatto e organico di diritto, in una prima fase stabilizzando tutti i posti vacanti in organico di fatto (sostegno e spezzoni)”.

La Flc chiedeva pure “di rivedere le modalità di attribuzione degli organici alle scuole secondo i seguenti criteri: funzionalità al piano dell'offerta formativa delle singole scuole e stabilità per garantire la continuità della didattica, del servizio. Quindi: individuare, sulla base degli ordinamenti, parametri nazionali trasparenti, per attribuire gli organici necessari a garantire uno standard adeguato di qualità omogeneo in tutto il territorio nazionale Individuare, in aggiunta, un organico funzionale definito secondo la tipologia della scuola/ordinamenti (istituto comprensivo, alberghiero, industriale, liceo, ecc.) e alcuni indicatori di complessità (numero delle sedi, trend di crescita demografica, significativo numero di alunni con disabilità e immigrati, laboratori, azienda agraria, ecc.)”.

Da qui alla figura del docente tappabuchi il passo sembra breve. “Una dotazione funzionale”, sottolinea la Flc, “serve a coprire le esigenze ordinarie dovute alla sostituzione dei colleghi assenti e per migliorare l’efficacia dell’azione didattica in relazione al Pof (specificità del territorio, dispersione, integrazione, ecc.) Il ricorso alle supplenze brevi deve divenire residuale”.

Occorre pure “definire gli organici triennalmente legandoli al Pof e alle risorse finanziarie”.

E veniamo al piano straordinario di assunzioni. “E' necessario inoltre – insiste il sindacato – un piano quinquennale di immissioni in ruolo per dare certezza e stabilità alla scuola e al personale. La Flc chiede un piano straordinario di immissioni in ruolo e una programmazione quinquennale di stabilizzazioni in base al turn over. “Ci sono i posti disponibili per farlo”, spiega il sindacato: a settembre le cattedre vacanti sarebbero state secono i calcoli 61mila al netto dei tagli, i posti Ata oltre 38mila. Nei tre anni scolastici successivi, in base ai pensionamenti, i posti liberi ammonterebbero ad altri 80mila per i docenti e altri 22mila per gli Ata. Su questi posti liberi vanno stabilizzati i lavoratori.

Veniamo alle Graduatorie ad esaurimento docenti.

“Riteniamo – spiega la Flc sempre nel 2011 – che qualunque intervento sulle graduatorie ad esaurimento del personale docente si debba muovere alla luce della normativa vigente, quindi sono da evitare interventi innovativi effettuati con decreti o altri atti amministrativi. Qualora la soluzione adottata dal Miur rispetto alla sentenza della Corte costituzionale, sia quella di non permettere spostamenti di provincia, si determinerà una situazione anomala: esisteranno graduatorie affollate e graduatorie esaurite o in via di esaurimento. Per dare una soluzione a tale problema, garantendo anche l'accesso al ruolo di personale con maggiore punteggio (esperienza), si potrebbe ipotizzare la costituzione di una Sub graduatoria nazionale: in essa sono inclusi automaticamente tutti gli aspiranti delle varie province sulla base del punteggio e delle eventuali precedenze; la si utilizza in caso di esaurimento di quella provinciale per il corrispondente posto/classe di concorso; la rinuncia ad una proposta di assunzione dalla graduatoria nazionale comporta la cancellazione dalla stessa restando quindi solo nella graduatoria provinciale”.

Congelamento delle graduatorie. “Una volta effettuati gli ultimi aggiornamenti e l'inserimento dei neo-abilitati/abilitandi, le graduatorie potrebbero essere "congelate" non prevedendo alcun aggiornamento di punteggio fatti salvi quelli previsti da leggi speciali (riserve e L. 104) e l'eventuale dichiarazione del titolo di sostegno (per cui chiediamo l'attivazione di corsi per il conseguimento della specializzazione) o di idoneità alla lingua inglese per la scuola primaria, di anno in anno”.

Questo fu quanto.

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