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Martedì, 30 Agosto 2016

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Aboliamo bocciatura per voto di condotta. Intervista all'On Santerini

di Eleonora Fortunato
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Porta la firma dell’On.le Milena Santerini la Proposta di legge che, inserita nella delega per la valutazione, vuole abolire la bocciatura per voto di condotta inferiore al 6.

Un provvedimento che sta già facendo discutere e che nasce dalla nota sensibilità della senatrice di Democrazia Solidale al tema della dispersione scolastica. Nelle ore concitate del dibattito parlamentare su unioni civili e utero in affitto, l’abbiamo raggiunta al telefono domandandole in primo luogo se non sarebbe stata più urgente un’iniziativa sulla bocciatura tout court, anche perché, proprio nell’ottica delle nuove declinazioni della didattica attente più al saper essere che non al solo sapere, sembra più grave un 5 in comportamento che un’insufficienza in storia o in scienze.

“Condivido appieno questa riflessione, è giustissimo osservare che è l’impianto complessivo del nostro assetto scolastico a necessitare di una rivisitazione – risponde Santerini - ma con questo provvedimento specifico miriamo a trattenere i ragazzi più fragili nel sistema formativo, anziché espellerli senza fornire loro occasioni per un reale recupero. La Proposta di legge si inserisce, quindi, a pieno titolo nelle azioni di rafforzamento delle competenze sociali e civiche e di lotta all’abbandono scolastico, la cui principale anticamera è tristemente rappresentata proprio dalle non promozioni alla fine del primo anno delle superiori”.

E’ vero, le bocciature all’inizio della secondaria superiore pare contribuiscano in maniera decisiva al poco invidiabile record degli ‘early school leavers’, ragazzi tra i 18 e i 24 anni che non completano la scuola superiore (in media 17 per cento, con punte imbarazzanti del 25,8 e del 24,7 in Sicilia e  Sardegna), tuttavia insistiamo nel domandare all’Onorevole quanto crede che inciderà realmente su questo grave vulnus del nostro sistema formativo rivedere i soli casi che abbiano a che fare col comportamento, anche perché si tratta di misure che non vengono prese a cuor leggero dagli istituti (secondo il nuovo regolamento, emanato nel 2009, il 5 in comportamento viene assegnato solo come conseguenza di episodi particolarmente gravi e ripetuti sanzionati collegialmente dall’intero consiglio di istituto). Santerini ribatte prontamente sottolineando che nel 2012 ben 12mila ragazzi (su 300mila circa respinti in totale) non sono passati alla classe successiva per problemi nella condotta, un piccolo esercito che con molta difficoltà riuscirà a reintegrarsi nel percorso scolastico e che, ad ogni modo, necessita di una rieducazione, non di un’ostracizzazione.

Ma neutralizzata la bocciatura, quali strumenti resterebbero, allora, in mano alla comunità educante come deterrente a comportamenti vistosamente in contrasto con le norme della convivenza civile? “Bisognerà contestualmente dotare le scuole di strumenti normativi e legislativi idonei a sanzionare gli atteggiamenti antisociali con attività di rieducazione, volontariato, lavori socialmente utili. I ragazzi che sbagliano vanno responsabilizzati, rieducati, non respinti. A pensarci bene, che cosa si ottiene oggi con la bocciatura? I 5 in condotta a scuola saranno 5 in condotta anche fuori dalla scuola, nella vita, a contatto con la società tutta”.

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