Ingiurie ai docenti. Non si può rimproverare un prof davanti alla classe: condannato un preside al risarcimento

di Giulia Boffa
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Un preside è stato condannato dalla Corte di Cassazione per aver rimproverato un professore davanti alla classe.

Un simile comportamento è di fatto lesivo dell’onore e del decoro della persona e costituisce dunque un’ingiuria e il preside può esternare delle lamentele o delle critiche ma deve farle in privato.

I giudici della quinta sezione penale con la sentenza n.2927/2009 hanno così confermato una condanna insieme al risarcimento danni, inflitta ad un preside che entrando in una classe e constatando “la particolare vivacità e l’elevata indisciplina” della scolaresca si era rivolto al prof dicendogli “lei e’ un incapace, lei e’ un incompetente”. Il caso finiva in tribunale e ne seguiva la condanna per ingiuria. Il preside aveva sostenuto davanti ai giudici di aver agito legittimamente a causa della vivacità della classe già punita in passato da altri insegnanti.

La Corte ha respinto il ricorso, evidenziando che “con adeguata e logica motivazione nella sentenza impugnata è spiegato che le espressioni rivolte dall’imputato alla persona offesa non riguardavano critiche legittime avanzate dal superiore gerarchico a uno specifico operato del dipendente, bensì la sfera personale di quest’ultimo di cui ledevano l’onore e il decoro, mettendone in dubbio la capacità e competenza di fronte a un’intera classe di alunni, nel mentre una legittima critica, con espressioni non offensive in sé, poteva essere espressa nelle sedi a ciò deputate come nel corso di un consiglio di classe”.

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