Bachelet (PD) chiede al Ministero se è pronto a riaprire il bando di concorso ai non abilitati

di Lalla
ipsef

red – L’art. 4 del D.I. 460/98, su cui si basa il concorso docenti emanato il 25 settembre, prevede la riapertura del bando qualora il numero di domande presentate per una classe di concorso a cattedre, per titoli ed esami, risulti inferiore al triplo rispetto alla previsione dei posti da conferire alle nomine nel periodo di vigenza delle graduatorie del concorso. L’On. Bachelet (PD) chiede al Ministero se stia predisponendo quanto necessario qualora tale circostanza si verifichi, nonchè di comunicare quante e quali fra le classi di concorso bandite siano esaurite o in via di esaurimento.

red – L’art. 4 del D.I. 460/98, su cui si basa il concorso docenti emanato il 25 settembre, prevede la riapertura del bando qualora il numero di domande presentate per una classe di concorso a cattedre, per titoli ed esami, risulti inferiore al triplo rispetto alla previsione dei posti da conferire alle nomine nel periodo di vigenza delle graduatorie del concorso. L’On. Bachelet (PD) chiede al Ministero se stia predisponendo quanto necessario qualora tale circostanza si verifichi, nonchè di comunicare quante e quali fra le classi di concorso bandite siano esaurite o in via di esaurimento.

L’art. 4 del D.I. 460/98

"Fino a quando in una classe di concorso non vi sarà una sufficiente disponibilità di abilitati per un adeguato reclutamento, è ammessa la partecipazione al relativo concorso di candidati anche non abilitati. A tal fine se il numero di domande presentate per una classe di concorso a cattedre, per titoli ed esami, risulti inferiore al triplo rispetto alla previsione dei posti da conferire alle nomine nel periodo di vigenza delle graduatorie del concorso, i termini per la presentazione delle domande vengono riaperti ammettendo al concorso stesso anche gli aspiranti privi di abilitazione, purché in possesso di una laurea che consenta l’accesso all’abilitazione corrispondente"

In una interrogazione parlamentare del 03 ottobre 2012 l’On. Bachelet afferma

"applicare quanto previsto dall’articolo 4 del decreto interministeriale n. 460 del 1998 consentirà di porre rimedio alla cronica discontinuità didattica generata nelle scuole dalle graduatorie permanenti esaurite o in corso di esaurimento, che ad oggi hanno raggiunto una consistenza rilevante, permettendo altresì la partecipazione al concorso ai numerosi giovani laureati non abilitati che da anni garantiscono gli insegnamenti tecnici e scientifici per i quali le graduatorie permanenti sono esaurite o quasi;

non applicare quanto previsto dall’articolo 4 del decreto interministeriale n. 460 del 1998, cioè non riaprire il bando ai laureati non abilitati nelle classi di concorso per le quali il numero di domande di laureati abilitati risultasse insufficiente, oltre a essere illegittimo lascerebbe scoperti anche l’anno prossimo posti di ruolo che il concorso avrebbe invece potuto coprire, e proprio in quelle classi dove le scuole li attendono da anni (essendo le corrispettive graduatorie da tempo esaurite o quasi), e aumenterebbe in futuro il numero dei non abilitati in possesso di anzianità di servizio, con i conseguenti problemi"

e chiede pertanto

"se il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca stia predisponendo quanto necessario affinché, una volta verificato il numero di domande di abilitati, la riapertura del bando per quelle classi in cui non ve ne sono abbastanza, ai sensi dell’articolo 4 del decreto interministeriale n. 460 del 1998, avvenga immediatamente, onde evitare ritardi;

quante e quali fra le classi di concorso bandite siano, secondo i dati aggiornati del Ministero, esaurite o in via di esaurimento e quanti i posti disponibili in organico relativamente alle classi di concorso esaurite o in via di esaurimento"

Il rischio, secondo l’On. Bachelet, è che il Ministero non abbia fatto stime su quali e quante classi di concorso possano trovarsi in questa condizione, e dunque trovarsi impreparato di fronte ad un inequivocabile obbligo di legge.

L’interrogazione parlamentare

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