Sabato, 25 Giugno 2016

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Via a Legge di Stabilità, tra timori per le 150 mila assunzioni, tagli e polemiche

di redazione
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Immagine Legge stabilità

Inizia oggi, 5 novembre, l'esame della legge di stabilità. La scuola è coinvolta con ben 3 articoli dedicati che vanno dalle assunzioni di 149mila docenti a tagli che riguardano varie voci.

Partiamo dalle assunzioni

Ieri, il quotidiano Italia Oggi ha lanciato un allarme relativamente al piano di assunzioni. Infatti, secondo l'interpretazione di Carlo Forte, autore dell'articolo, ci sono due blocchi che devono essere superati per poter procedere senza intoppi alle immissioni in ruolo.

Il primo riguarda gli organici dell'autonomia, di rete o funzionali che dir si voglia. Infatti, secondo la scheda di lettura della Legge di Stabilità della Camera,  gli organici dell'autonomia e di rete devono essere costituiti nei limiti previsti dall'art. 64 del decreto legge 112/2008 (convertito con legge 133/2008), "sulla base dei posti corrispondenti a fabbisogni con carattere di stabilità per almeno un triennio sulla singola scuola, sulle reti di scuole e sugli ambiti provinciali, anche per i posti di sostegno, fatte salve le esigenze di rimodulazione annuale".

Inoltre, La scheda cita anche l'art. 19, comma 7, del decreto legge 98/2011 (convertito con legge 111/2011), in base al quale, "a decorrere dall'anno scolastico 2012/2013, le dotazioni organiche del personale docente, educativo ed Ata della scuola non devono superare la consistenza delle relative dotazioni organiche determinata nell'anno scolastico 2011/2012, e deve essere fatto salvo l'accantonamento in presenza di esternalizzazione dei servizi per i posti Ata anche per gli anni 2012 e successivi".

L'interpretazione di Carlo Forte è che le assunzioni potranno avvenire solo sul turn over e non in soprannumero come prevederebbero i numeri (149 mila assunzioni, 80mila dei quali su organico funzionale).

Certo è che se così fosse ci troveremmo davanti ad una contraddizione di non poco conto, con un miliardo di stanziamento, tre a regime, per 149 assunzioni e l'impossibilità di attuarle per un intoppo legislativo. E' chiaro che le assunzioni si dovranno fare e ci saranno, ma è anche vero che, se Carlo Forte ha ragione, bisognerà modificare la legge.

Stesso discorso per l'organico funzionale che avrà un ruolo fondamentale per poter assumere i docenti in soprannumero. Il rischio è che tutto l'impianto della riforma salti e questo non crediamo il Governo voglia permetterselo. Ma quale la soluzione? Di Menna: già previsto nelle linee guida

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Tagli e polemiche

Tagli, che autofinanzieranno gli investimenti che vanno dalle assunzioni alla dematerializzazione delle segreterie scolastiche. I tagli nel complesso ammontano ad un miliardo e 411 milioni solo nella scuola. Si taglieranno le supplenze brevi, gli organici ATA, gli esoneri e semiesoneri, i coordinatori provinciali della pratica sportiva ecc. Per un elenco completo.

Tagli che non hanno mancato di suscitare polemiche. I sindacati si sono scagliati contro l'autofinanziamento degli investimenti, affermando che si tratta di un "giroconto".

Iniziano i lavori

Ci sarà spazio per apportare modifiche? Lo vedremo. Intanto la Commissione Bilancio ha dato il 7 di novembre come data per presentare gli emendamenti. Quindi partirà l'iter legislativo, con il passaggio tra le Commissioni, interessante sarà quello dalla VII Commissione cultura, nonché in aula, la cui data non può ancora essere prevista.

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