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Domenica, 24 Luglio 2016

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USB. Mobilità coatta e concorso truffa: la nuova frontiera della concertazione

di redazione
ipsef

Mentre prosegue la trattativa-farsa sul tema della mobilità, con l'accettazione integrale da parte di Cgil, Cisl, Uil e Snals della legge 107, della logica della chiamata diretta e degli ambiti territoriali, le stesse organizzazioni lanciano per il giorno 12 Febbraio una manifestazione per chiedere unicamente delle modifiche migliorative al bando del concorso. Della stabilizzazione dei precari GAE, di chi ha conseguito TFA e PAS non importa a nessuno.
È ora che i lavoratori aprano gli occhi sulla costante umiliazione alla quale sono costretti dopo l'ennesima presa in giro: prima si fingono oppositori, poi smettono d'improvviso di sostenere le lotte dei lavoratori e ne smussano rabbia e giusta indignazione  con proclami di ineluttabilità o fasulla gestione del corso legislativo.

NO al concorso a cattedra in qualsiasi forma e con qualsiasi bando: lo affermiamo convinti perché pretendiamo che i precari delle Gae, che in questi anni hanno garantito il funzionamento della scuola pubblica statale, siano immessi in ruolo senza alcun passaggio concorsuale, ma per diritto. Chiediamo inoltre che gli abilitati PAS e TFA siano inseriti immediatamente all'interno delle GAE per essere coinvolti in un piano assunzionale che rispetti le abilitazioni acquisite, senza sottoporsi a un'ennesima prova concorsuale.

Il collaborazionismo di Cgil, Cisl, Uil e Snals nella partita con il MIUR e il Governo Renzi che riguarda la mobilità e il concorso determinerà cambiamenti drammatici nella vita di migliaia di lavoratori della scuola. Se precedentemente la mobilità vedeva un'articolazione solo in fase comunale, provinciale e interprovinciale, ora introdurrà nella logica della legge 107 il principio della divisione in fasce di priorità all'interno delle fasi, con un atto di banditismo politico-sindacale con cui si prova a dividere docenti "uguali" in mille sottocategorie diverse (immobilizzati, fase 0 e A da GM e fase 0 e A da GAE,  FASE B e C da GM e fase B e C da GAE).

Gli ambiti territoriali e la chiamata diretta sono il prezzo che i lavoratori della scuola dovranno pagare a sindacati e Governo Renzi in cambio delle deroghe alla legge 107 per pochi e non per tutti. Ma se si poteva derogare la legge 107 perché farlo in senso peggiorativo invece che rimanere fermi in un forte NO agli ambiti territoriali e alla chiamata diretta? È evidente che siamo davanti a un atto gravissimo che segna la fine del sistema scuola nella sua unitarietà.
Nei prossimi mesi come USB Scuola: combatteremo strenuamente qualsiasi tentativo di "contrattualizzare" la frammentazione dei lavoratori; faremo una campagna di informazione sui territori per mostrare a tutti i cambiamenti sostanziali che si celano dietro una mobilità coatta e discriminatoria;saremo accanto ai movimenti precari contro il concorso a cattedre, per arrestare insieme il percorso della legge 107.

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