Martedì, 28 Giugno 2016

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Seconda prova scritta di Maturità nei LES: la parola ai docenti di Diritto e di Economia Politica

di redazione
ipsef

Immagine Esami di Stato secondaria II grado

Apidge - Diritto ed Economia Politica  si confermano sempre più le discipline caratterizzanti del percorso liceale delle Scienze umane, opzione Economico sociale.

Dopo un primo riconoscimento da parte dei Responsabili ministeriali in occasione dell'Esame di Stato 2014/2015, anche nel corrente Anno Scolastico, le Discipline insegnate dai Docenti della classe di concorso A019 è stata selezionata come materia della seconda prova scritta.

Per APIDGE si tratta di un importante riconoscimento del ruolo assunto da queste discipline nello specifico contesto liceale, anche se tutto ciò comporta un enorme impegno per gli studenti e una notevole mole di lavoro per gli insegnanti, chiamati a gestire in prima persona percorsi didattici speciali e fortemente innovativi,

LA SITUAZIONE

I percorsi didattici previsti per il Liceo Economico e Sociale sono stati negli anni seguiti ed assistiti da attività di studio, di ricerca e di consulenza di enti, associazioni ed esperti sia interni che esterni al mondo della scuola che il MIUR stesso ha individuato. Una bella fetta di mondo accademico ha fornito il proprio contributo, sono intervenuti a vario titolo anche importanti personaggi della Politica e delle Istituzioni, del mondo delle imprese e della finanza. Il Ministero dell'Istruzione ha molto investito nel settore, costituendo speciali "cabine di regia" nazionali e territoriali, gruppi di studio e di ricerca; ha organizzato seminari, convegni, ed ha utilizzato sofisticati strumenti della comunicazione e del web. Le scuole coinvolte si sono organizzate anche su base consortile ed hanno prodotto tanto lavoro di analisi, di promozione e di proposta, in stretto raccordo con la struttura ispettiva centrale e periferica. Malgrado le ripetute e pressanti richieste da parte dei suoi Responsabili, APIDGE, l'Associazione degli Insegnanti di Discipline Giuridiche ed Economiche, si è ritrovata esclusa da questa grande ed effervescente fucina di idee, di progetti e di proposte,  

LE INDICAZIONI NAZIONALI

Occorre da subito evidenziare quali siano le premesse normative a cui devono oggi fare riferimento coloro che si addentrano ad analizzare i percorsi liceali definiti nelle Indicazioni Nazionali del 2008 e soprattutto gli ambiti in cui si viene a trovare chi affronta, da studente e da professore, l’Esame di Stato nella disciplina Diritto ed Economia Politica.

Ci si attende innanzitutto che, "nell'Esame di Stato in Economia politica. gli studenti siano in grado di analizzare le strategie di scelta economica operate dai governi e i condizionamenti e le opportunità conseguenti all’intensificarsi delle relazioni globali. Devono inoltre aver acquisito le competenze necessarie ad analizzare e riflettere sulle interazioni tra il mercato e le politiche economiche, sulle politiche di welfare e sul contributo del terzo settore;  devono saper valutare la crescente interazione tra politiche locali, nazionali e sovranazionali, considerando il ruolo rilevante assunto dalle Organizzazioni internazionali, in modo particolare dall’Unione Europea, nelle scelte economiche. Allo stesso tempo infine riescano a valutare la necessità di scelte politiche sostenibili con gli equilibri ambientali e la tutela delle risorse, coerenti con l’obiettivo di ridurre gli squilibri nello sviluppo".

In Diritto invece, i nostri maturandi "devono essere in grado di indagare e di analizzare i principi filosofici della teoria dello stato, sapendo riconoscere che essa, nel suo evolversi, ha sempre interpretato la condizione umana del tempo modellando le istituzioni e la società". Sono ovviamente in grado di approfondire e ampliare l’analisi dei principi costituzionali, dei diritti e dei doveri dei cittadini, anche in una dimensione europea (UE) di lettura". Sanno "approfondire ed indagare il metodo di rappresentanza democratica, con particolare riguardo ai sistemi elettorali italiani e stranieri che riconoscono e distinguono in vista dell’esercizio del diritto di voto conseguito con la maggiore età". Sanno infine "analizzare i poteri e le relazioni interistituzionali nell’ambito della forma di governo italiana, conoscono a fondo gli organi costituzionali e le relazioni fra gli stessi, sanno interpretare il ruolo della pubblica amministrazione dell’esercizio della funzione di servizio alla cittadinanza". Ovviamente "affrontano a padroneggiano i temi del diritto processuale, della sussidiarietà, del decentramento, del regionalismo, del federalismo e della globalizzazione, che connotano l’evoluzione delle forme di Stato nell’età moderna". Si chiede che "le regole vengano analizzate nel contesto del diritto internazionale e delle sue istituzioni, con particolare attenzione al processo di integrazione europea". La nota finale: "La sguardo si allarga ad un’analisi comparata: delle istituzioni giuridiche che si delineano nel mondo; delle nuove forme di lex mercatoria; del problema dello sviluppo sostenibile in una dimensione di patto sociale intergenerazionale".

LA DENUNCIA DI APIDGE

I docenti di APIDGE esprimono grandi perplessità e riserve riguardo alla "conduzione" di una disciplina che viene elevata al rango di materia caratterizzante di un percorso liceale che le riserva un monte ore di insegnamento scarno e insufficiente rispetto agli obiettivi di apprendimento prefissati. Tre ore di insegnamento settimanali, novantanove ore complessive, Cittadinanza e Costituzione inclusa, per essere in grado di "comprendere i caratteri dell’economia come scienza delle scelte responsabili sulle risorse di cui l’uomo dispone (fisiche, temporali, territoriali, finanziarie) e del diritto come scienza delle regole di natura giuridica che disciplinano la convivenza sociale".

Ma chi ha predisposto e partorito il Riordino dei cicli del 2008, quando si è approntato a delineare i contenuti stessi dell'insegnamento e gli obiettivi specifici dell'apprendimento, ha dimostrato di non essere mai stato un docente di Discipline giuridiche ed economiche, né di averne consultato alcuno. Anche per questo motivo APIDGE evidenzia invece come la somministrazione e l'elaborazione della seconda prova scritta in occasione degli Esami di Stato in Diritto ed Economia politica, possa rappresentare ad oggi una grande impresa, spesso un autentico calvario per chi insegna e soprattutto per chi deve studiare.

LE PROPOSTE DI APIDGE

  1. APIDGE ritiene che sia indispensabile che tutta la normativa riferita alle Indicazioni Nazionali in tema di Diritto e di Economia Politica nel Liceo delle Scienze Umane, opzione Economica e Sociale, venga al più presto riveduta e corretta sia dal punto di vista formale che sostanziale. Che in proposito venga dato più ampio rilievo e rispetto alle indicazioni fornite dagli "addetti ai lavori",  affidando semmai i compiti di studio e di ricerca all'ente a ciò preposto (INDIRE).
  2. In riferimento invece alla stessa regolarità ed alla coerenza della predisposizione e della somministrazione della seconda prova scritta di Diritto e di Economia Politica, APIDGE chiede che gli Organi centrali del MIUR sappiano organizzare attività specifiche di formazione e di aggiornamento, garantendo forme di valutazione il più possibile uniformi ed omogenee (la seconda prova è preparata in sede ministeriale per tutto il territorio nazionale). E' importante che si realizzi una prova d'esame che sia veramente "sostenibile", fatto riferimento ai tempi e ai carichi di lavoro riservati a studenti e professori. Bisogna inoltre fare i conti con i tempi dell'attività di formazione (spiegazioni, interazione, correzione compiti, verifiche orali, verifiche scritte, simulazioni d'esame...) e la struttura delle classi in cui si opera (disomogeneità, diverse capacità, disturbi nell'apprendimento, handicap, studenti stranieri...).

Apidge sta organizzando una particolare campagna di sensibilizzazione e di informazione riguardo alle problematiche che stanno emergendo in questo contesto in tutto il territorio nazionale. E’ stato costituito un Comitato scientifico con l’intento di confrontarsi e di  supportare – come espressamente richiamato nell’art. 6 delle Indicazioni Nazionali - gli Uffici competenti del MIUR chiamati a gestire questa delicata fase del processo di riforma degli ordinamenti scolastici.

Il Presidente Nazionale

Ezio Sina

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