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Martedì, 30 Agosto 2016

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Scuola, luogo in cui condividere passioni ed emozioni

di redazione
ipsef

Quante volte abbiamo osservato gli sguardi poco attenti dei nostri allievi seduti dietro i banchi di scuola.

Lo sguardo è importante, ma non essenziale e determinante per conoscere chi dovrebbe manifestare interesse per la materia.

Manifestazione d’interesse o coinvolgimento emotivo? Gli allievi sono forse come dei grandi ed elastici contenitori che l’insegnante dovrebbe riempire di soli  contenuti?

La manifestazione d’interesse parte da lontano. Alla base esiste un rapporto educativo che ha radici profonde all’interno del nucleo familiare. Rapporto familiare fatto di conoscenze, abilità, emozioni ed interesse alla vita che scorre velocemente senza lasciar apparentemente grande spazio alle relazioni interpersonali tra docenti, genitori e figli.

Ma a scuola siamo forse tutti degli estranei? Oppure urge ripensare ad un modello educativo che coinvolga sempre più docenti, genitori e figli sul piano della manifestazione d’interesse per la condivisione di passioni alla conoscenza?

Educare alla vita e alla consapevolezza dell’apprendimento globale per la crescita dell’individuo è la nostra missione. Questo può significare ampliare le esperienze sul piano della manifestazione d’interesse per la condivisione di passioni alla conoscenza.

Vivere per insegnare o insegnare per vivere. E’ forse questo il dilemma di molti docenti? Educare per far crescere o far crescere per educare. E’ forse questo il dilemma di molti genitori?

La scuola non è soltanto un luogo dove apprendere contenuti sul piano strettamente disciplinare. Sognare può significare anche vivere una scuola aperta alle passioni per la conoscenza e la condivisione di emozioni.

Giuseppe Argiolas
Direttivo Nazionale CIIS (Coordinamento italiano insegnanti di sostegno)

 

 

 

 

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