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Ora di Religione, SNADIR: fortemente penalizzata perché non obbligatoria. Cosa ne pensi?

di redazione
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Il sindacato SNADIR risponde ad un articolo del quotidiano "La Repubblica" che nei giorni scorsi ha fornito dei dati sul calo di partecipazione da parte degli studenti.

Un calo evidenziato soprattutto su dati del Nord Italia come ad esempio all'istituto tecnico Aldini Valeriani di Bologna dove, scrive il quotidiano, "su 85 classi ce ne sono 74 dove non si arriva oltre i quattro nomi sul registro del docente di religione cattolica".

L'articolo in questione, inoltre, sottolineava come le classi, in caso di scarsa adesione all'ora di religione, non vengano accorpate, con relativa diminuzione di docenti necessari, come invece succede per le altre materie.

Lo SNADIR risponde all'articolo affermando che semmai "la questione sia un'altra! L'ora di religione è fortemente penalizzata dalla non obbligatorietà, che determina – nell’immaginario degli studenti e delle loro famiglie – l’idea di una disciplina non curriculare."

Per il sindacato, si tratta di un “vulnus” educativo e didattico, "impedendo allo studente di arricchire e approfondire in modo serio i contenuti e i metodi proposti in ambito scolastico dal docente di religione."

Una situazione che, sempre secondo il sindacato, sarebbe aggravata dalla pratica di anticipare l'uscita dalla scuola al posto dell'ora di Religione, definita nel comunicato "l'ora del nulla".

"A ciò si aggiunge - continua il comunicato - l'assenza di un’alternativa valida e strutturata. Purtroppo, nonostante le disposizioni vigenti, le attività alternative sono marginalizzate o relegate a esperimenti estemporanei."


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Posted by Orizzonte Scuola on Mercoledì 21 ottobre 2015
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