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Sabato, 30 Luglio 2016

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Mobilità 2016. La contrattazione ha segnato la vittoria del MIUR, CPS: non diamo il nostro assenso nelle assemblee sindacali! Lettera

di redazione
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La contrattazione sulla mobilità di questi giorni è segnata dalla necessità del Miur di costruire gli ambiti territoriali coi corpi dei docenti neo-assunti di fase B e C. Gli insegnanti assunti in fase 0 e A (oltre ai soprannumerari e tutti i vecchi assunti che chiedono il trasferimento)  avranno la titolarità della cattedra - la "scampano" - solo se sceglieranno di rimanere nella provincia di attuale appartenenza. 

Si tratta per il Miur di un successo strategico che segna la messa in pratica di una delle parti più avversate della riforma già dal prossimo anno. Così, una volta costruiti gli ambiti territoriali, tutti i nuovi docenti saranno costretti a temere i giudizi o ad attendere le chiamate dei potenti presidi costruiti dalla 107. Dunque per noi precari queste le prospettive: per una parte di noi licenziamento di fatto e per quei pochi precari che saranno interessati dalle assunzioni (nei prossimi tre anni, a seguito del concorso) precarizzazione a vita!

La contrattazione delle organizzazioni sindacali ha portato a miglioramenti di misura, ma non ha assolutamente snaturato il progetto del governo.

Si tratta di una contrattazione al ribasso che nasce male. Mesi di critiche assai tiepide e di sciagurata assenza di conflitto alla L. 107 hanno privato i sindacati non solo del necessario slancio e della giusta "forza contrattuale", ma anche della loro stessa ragione di essere. Non si può considerare positivo l'aver "limitato i danni" per una parte - magari oggi numericamente consistente - della categoria e avallare con la propria firma un nuovo sistema di gerarchia e di sfruttamento, compromettendo il futuro della scuola e la dignità del lavoro degli insegnanti.

Per la stabilità e la qualità del lavoro, per il riconoscimento della professionalità acquisita con l’anzianità di servizio e contro la falsa meritocrazia della legge 107, chiediamo il rispetto delle graduatorie per tutti (“vecchi” assunti, neoassunti e precari), in quanto vero strumento di controllo democratico delle assunzioni e di trasparente accesso al lavoro.

Come precari chiediamo, inoltre, il mantenimento e la riapertura delle gae, e delle graduatorie di istituto, anche di terza fascia, per le supplenze. Tutto questo all’interno di un percorso che porti alla stabilizzazione delle migliaia di precarie e precari rimasti esclusi dalle ultime fasi di assunzione.

Pertanto, chiediamo ai lavoratori e lavoratrici e alle rsu di negare il proprio voto a questo accordo al ribasso laddove, nelle assemblee,  gli venisse richiesto dai sindacati che lo stanno avallando.

Invitiamo le forze sindacali a costruire, invece,  una reale lotta contro il tipo di mobilità  previsto dalla 107 e a riprendere il percorso di lotta tracciato con forza dagli scioperanti del 5 maggio 2015:
-perché quest’anno e negli anni a venire sia salvaguardata l’unitarietà del corpo docente da artificiose differenziazioni, studiate per dividere  vecchi e nuovi assunti;
-perché l’eliminazione della titolarità e lo “”spalmamento” sugli ambiti sono la premessa all’introduzione di forma di scelta da parte del dirigente (chiamata diretta), sulla base del curriculum e  delle esigenze del ptof.

Coordinamento Precari Scuola Roma

 

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