Venerdì, 27 Maggio 2016

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Medico d'Istituto: potrebbe ritornare nelle scuola lombarde

di Nino Sabella
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Il consiglio regionale della Lombardia, su proposta del consigliere della Lega Cecchetti, nonché vicepresidente del consiglio,ha approvato all'unaminità un ordine del giorno, secondo cui le scuole lombarde dovrebbero tornare a dotarsi del medico d'Istituto. 

Ricordiamo che il medico d'Istituto svolgeva i seguenti compiti: effettuava screening a tutti gli alunni (vista, udito, peso, altezza); scriveva i certificati per le riammissioni a scuola dopo malattie infettive; valutava con gli insegnanti eventuali controlli specialistici (dal neuropsichiatra al logopedista).

La suddetta richiesta della politica lombarda nasce dall'aumento del numero dei bambini stranieri, frequentanti le scuole della Regione e appartenenti a famiglie che «non sempre hanno un concetto di educazione sanitaria analogo a quello delle famiglie italiane», così si legge nella premessa dell'ordine del giorno approvato.

Diverse sono state le reazioni, non solo nel merito ma anche ruguardo alle motivazioni espresse, da parte sia di personale operante in ambito scolastico che in ambito sanitario.

A favore dell'ordine del giorno approvato si sono schierati, ad esempio, Marco Bussetti, direttore generale dell’USR Lombardia, che considera l'eventuale ritorno del medico d'Istituto come un prezioso aiuto per i ragazzi oltre che per le scuole, e il vicepresidente dell’Anp Mario Rusconi, che evidenzia il risparmio solo apparente dell'abolizione della detta figura.

Favorevole all'ordine del giorno si è mostrato anche l' assessore regionale all’istruzione Valentina Aprea, che si è impegnata affinché la richiesta venga attuata, aprendo un tavolo di confronto con l’assessore alla sanità e il provveditore di Milano.

Contrario al ritorno del medico d'Istituto  è, invece, Giovanni Del Bene, ex dirigente dell’istituto Luigi Cadorna di Milano, per il quale il proveddimento sarebbe inutile in quanto  gli alunni frequentanti le scuole primarie sono stranieri di seconda e terza generazione (così afferma ), le cui famiglie sono ormai abituate, eccetto pochi casi, al nostro sistema sanitario.

I responsabili della Sanità lombarda evidenziano che sarebbe uno spreco, dopo i tanti tagli alla Sanità, introdurre nuovamente una figura superata e affermano di voler puntare a un rafforzamento del rapporto tra sistema sanitario e sistema sociale, del rapporto con le scuole, impegnandosi a formare gli insegnanti, spiegare loro come comportarsi nelle situazioni problematiche quali ad esempio la dislessia e i disturbi dell’attenzione.

 

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