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Mercoledì, 24 Agosto 2016

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Immissioni in ruolo: il titolo di sostegno mi ha penalizzata! Lettera

di redazione
ipsef

Quello che sta succedendo nella scuola italiana è allucinante!! Il titolo di sostegno, arrivato alla fine di un percorso di 1 anno, costato tanti sacrifici sia fisici che economici,con la Buona Scuola è diventato un titolo penalizzante e consiglio a tutti di non dichiararlo o addirittura di non conseguirlo.

Ero tanto felice quando a giugno ho fatto la comunicazione all’USP per essere inserita nell’elenco aggiuntivo, sia perché da sempre portata all’insegnamento verso gli alunni disabili, sia perché pensavo che, come era stato per più di trent’anni (da quando cioè è stato istituito) per migliaia di docenti, potesse consentirmi di lavorare nella provincia di residenza vicino ai miei figli.

Invece la Buona Scuola ha ribaltato tutte le mie previsioni e mi ha sbattuto, in virtù del titolo a 200 Km di distanza dalla mia famiglia. Sono, infatti, stata assunta dal 1 settembre da fase 0 GM su posto di sostegno fuori provincia di residenza e ora per la mobilità sarò in fase D in coda a tutte le altre, mentre se non avessi avuto il titolo sarei stata assunta in fase C (posto Comune) da GM in una scuola sotto casa raggiungibile a piedi e con la mobilità sarei rimasta nella mia provincia vista la normativa notevolmente più vantaggiosa per i GM.

E comunque, poiché posso viaggiare tutti i giorni (con notevole aggravio economico), mi è andata sempre meglio dei colleghi assunti in fase B “deportati”a centinaia di Km da casa, che hanno dovuto abbandonare le proprie famiglie. Che giustizia è questa?? Questa è la scuola del merito? Chi ha più titoli o più punti in graduatoria viene penalizzato e di conseguenza demotivato? Sapete con quale animo ogni mattina parto da casa per raggiungere la scuola di servizio? Rabbia,frustrazione per l’ingiustizia subita che
certamente non mi fanno svolgere al meglio la professione che pure ancora tanto amo.

L’anno venturo con la mobilità certamente non potrò avvicinarmi e tutto questo per quel titolo che ora,e non vi fate meraviglia, maledico.

Francesca Mella, docente delusa e amareggiata.

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