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Sabato, 23 Luglio 2016

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Educazione parentale: in Italia sempre più famiglie la scelgono

di Lucrezia Di Dio
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Come in altri Paesi del mondo, anche in Italia è legale decidere di non mandare i propri figli a scuola educandoli con l’educazione parentale.

Educare i propri figli a casa, insegnando loro la storia, la matematica, la geografia, l’italiano e tutte le altre materie ministeriali senza sottoporli a lezioni frontali con insegnanti, senza compiti. In Italia si chiama istruzione parentale, nel resto del mondo è conosicuta come homeschooling. Sono i genitori che si fanno carico dell’istruzione dei propri figli spesso per una presa di posizione critica nei confronti del sistema di istruzione.

Senza nulla togliere agli insegnanti, quello che spesso viene criticato da chi decide di optare per l’educazione dei propri figli dell’istruzione parentale è il sistema scolastico dove non sempre ogni alunno è seguito come dovrebbe, dove spesso l’individualità, anche a causa del sovraffollamento delle classi, deve essere messa da parte per il “bene comune”.

A garantire la possibilità di esercitare l’istruzione parentale è l’articolo 34 della costituzione italiana che, testualmente, dice “l’istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita” non specificando che vi sia l’obbligo per i genitori di iscrivere i propri figli a scuola.

Ad istruire i bambini non debbono essere necessariamente i genitori ma anche altre persone scelte dalla famiglia. In ogni caso le famiglie che scelgono di educare in casa i propri figli sono sottoposte alla Legislazione Statale.

Negli Stati Uniti l’homeschooling è molto diffuso e si contano all’incirca 2 milioni di ragazzi educati con l’istruzione parentale, in Italia  il MIUR, per l’anno scolastico 2014/2015 ha contato 945 alunni educati in casa con una netta prevalenza nelle scuole secondarie. La diffusione sembra essere omogenea in tutta la penisola con dei picchi più alti in Campania e Sicilia.

L’istruzione parentale, a differenza di quello che si potrebbe pensare, non è riservata soltanto alle famiglie benestanti poichè, come chiarisce una famiglia che la pratica, insegna a gestire meglio il denaro e ad utilizzare i beni comuni come le biblioteche.

Per chi obietta che con l’istruzione parentale i bambini non socializzano la risposta pronta è che la scuola non serve a socializzare ma ad imparare e che per socializzare ci sono lo sport, le gite, il parco e li iniziative culturali.
 

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