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Domenica, 31 Luglio 2016

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Docenti neoassunti in fase B e C da GaE: gli unici costretti a mobilità nazionale su ambiti territoriali

di redazione
ipsef

Non è possibile modificare la legge 107/2015 solo a vantaggio di alcune categorie di docenti: è questo l'appello rivolto Coordinamento dei Potenziatori della Scuola di Bologna a MIUR, U.S.R. Emilia Romagna, U.S.P. Bologna.

Secondo i neoassunti l'ipotesi di contratto di mobilità, sottoscritta dai sindacati Flc-CGIL, CISl, UIL e SNALS il 10 febbraio scorso, ha modificato alcuni punti fondamentali della legge 107/2015 favorendo, di fatto, solo alcune categorie di docenti. I punti a vantaggio dei colleghi vengono così riassunti in un comunicato

 per i docenti assunti entro il 2014/2015 viene confermata la titolarità su scuola nei trasferimenti non solo professionali, ma anche comunali, provinciali ed interprovinciali (laddove la legge 107/2015, comma 73, prevede l'assegnazione solo su ambito per ogni tipo di mobilità);

 ai docenti assunti per l'anno 2015/2016 nelle fasi 0 e A e nelle fasi B e C da GM viene data la possibilità di una mobilità interprovinciale in deroga al vincolo triennale.

Per i neo assunti in fase B e C da GaE, invece - si legge nel comunicato - l'intesa dei sindacati non prevede alcuna deroga, e quindi alcun vantaggio, rispetto alla legge.

I docenti lamentano di essere di fatto gli unici destinati agli ambiti territoriali, sottoposti a chiamata diretta ed a contratti triennali e gli unici costretti a mobilità sul territorio nazionale.

Il Coordinamento dei Potenziatori della scuola di Bologna, chiede:

 Utilizzo dell'algoritmo per l'assegnazione dell'ambito identico a quello utilizzato per l'immissione in ruolo, ovvero dando priorità non al punteggio su scala nazionale, ma alla prima provincia indicata nella domanda che produrremo, nel limite dei posti disponibili.

 possibilità di chiedere assegnazioni provvisorie (in deroga al vincolo triennale di permanenza sulla provincia) ed utilizzazioni.

necessità di regolamentare l'attività dei docenti potenziatori che sono stati lasciati in balia del buon o cattivo senso dei dirigenti, che li utilizzano solo per supplenze con orario molto spesso modificato settimanalmente.

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