Neoimmessi in ruolo: come si realizza il portfolio digitale

di Nino Sabella
ipsef

I docenti neoassunti o comunque in anno di formazione e prova devono produrre, tra le altre cose, un portfolio digitale sulla piattaforma dell'INDIRE.

I docenti neoassunti o comunque in anno di formazione e prova devono produrre, tra le altre cose, un portfolio digitale sulla piattaforma dell'INDIRE.

È l'articolo 11 del D.M. n. 850/15, che disciplina il periodo di formazione e prova dei docenti neo assunti, a regolamentare la realizzazione del portfolio.

Il portfolio si propone come finalità la crescita professionale di ogni docente, facendo riflettere sulle attività svolte e sulle competenze possedute, in modo da porsi nuovi obiettivi da conseguire per acquisire/potenziare le svariate competenze che caratterizzano la professione docente.

Nel portfolio confluiscono, come prevede il comma 1 del detto articolo 11:

  1.  la descrizione del curriculum professionale;

  2.  il bilancio delle competenze iniziale;

  3.  la documentazione di fasi significative della progettazione  didattica, delle attività svolte in classe e delle azioni di verifica intraprese;

  4.  il bilancio delle competenze finale e la previsione di un patto di sviluppo professionale.

Tali indicazioni o meglio le quattro sezioni di cui si compone il portfolio – Curriculum, Bilancio iniziale, Documentazione e Bilancio finale – sono state declinate dettagliatamente, aggiungendo interessanti particolari operativi, in una guida pubblicata dall'USR Emilia Romagna.

La guida procede all'esemplificazione della realizzazione del portfolio digitale, descrivendo le 4 sezioni previste dal D.M.n. 850/15, suddividendo la terza sezione (quella relativa alla documentazione) in tre sottosezioni, che descriveremo di seguito, e invertendo le prime due fasi di lavoro, per cui il bilancio di competenze iniziale viene trattato prima della descrizione del curriculum del docente.

  1. BILANCIO INIZIALE DELLE COMPETENZE

Il bilancio di competenze iniziale, come abbiamo più volte sottolineato nei nostri articoli, permette al docente di“fotografare” quelle che sono le competenze possedute e quelle che dovranno essere acquisite e/o potenziate; sulla base del bilancio si dovrà poi stipulareil patto di sviluppo professionale tra DS e neo immesso (art. 5 del DM 850/2015), al fine di conseguire gli obiettivi di sviluppo delle competenze di naturaculturale, disciplinare, didattico – metodologica e relazionale, da raggiungere attraverso le attività formative (e anche tramite le attività organizzate dall’istituzione scolastica o da retidi scuole, nonché l’utilizzo eventuale delle risorse della Carta di cui all’articolo 1, comma 121, della Legge), che il neo assunto dovrà svolgeredurante l’anno di formazione e prova.

Non ci soffermiamo sulla stesura e “natura” del bilancio, in quanto ne abbiamo giàparlato nell’articolo “Anno di formazione e di prova. Bilancio iniziale di competenze e criteri valutazioneneoimmessi” .

  1. CURRICULUM PROFESSIONALE

Nella suddetta guida il curriculum viene definito formativo e troviamo in essa importanti indicazioni di lavoro non esplicitate nel D.M. n. 850/15.

Il docente neo assunto deve riflettere sul proprio percorso di studio e lavoro,quindi scegliere alcune esperienze (da riportare nel Curriculum), sia formali sia informali (al massimo cinque), che hanno influito sulla sua formazione, evidenziando gli aspetti che hanno determinato il proprio modo di vedere la scuola e l’insegnamento e di intendere l’educazione.

Si tratta, dunque, di risalire alla propria filosofia educativa e alla propria idea di scuola e insegnamento, maturate in seguito all’esperienza accumulata sul campo.

Già dalle prime fasi di lavoro, pertanto, si evince la “natura riflessiva” che contraddistingue la realizzazione del portfolio professionale del docente.

DOCUMENTAZIONE DI FASI SIGNIFICATIVE DELLA PROGETTAZIONE DIDATTICA, DELLE ATTIVITA’ DIDATTICHE E DELLE AZIONI DI VERIFICA INTRAPRESE

Tale sezione costituisce il “cuore” del portfolio in cui il docente neo immesso deve riportare anche  gli aspetti, che possiamo definire propriamente operativi, del suo essere insegnante.

Le attività documentate dovranno essere preferibilmente quelle svolte durante leore in cui il tutor osserverà il neo assunto.

Come suddetto, la presente sezione è suddivisa in tre sottosezioni per cui la Documentazione deve essere costituita da:

A.     Progettazione;
B.     Descrizione dell’azione in classe;
C.     Riflessione.

L’USR Emilia Romagna suggerisce di procedere all’analisi e alla documentazione di due attività didattiche o lezioni, la cui durata non deve essere superiore alle 4-6 ore, al fine di procedere a una descrizione quanto più dettagliata possibile, cosa inverosimile da fare qualora si scelgano attività didattiche di lunga durata.   

Considerato che le dette attività devono essere svolte preferibilmente quando il tutorosserverà il neo assunto e che le ore destinate all’osservazione da parte del tutor sono 4, sarebbe opportuno, aggiungiamo noi, progettare attività di 2 ore ciascuna.

  1.   PROGETTAZIONE

Il docente neo immesso deve, innanzitutto, esplicitare quali sono state le fasi e le modalità di progettazione che hanno contraddistinto le due attività da descrivere; deve, poi, riportare gli obiettivi prefissati, i mediatori e gli strumenti utilizzati e le attività previste.

Si suggerisce, inoltre, di ipotizzare eventuali problematiche che la classe potrebbe incontrare nello svolgimento delle attività programmate.  

Il detto modo di procedere permetterà al docente di “rileggere” il rapporto tra attività, obiettivo e verifica e di modificare in “corso d’opera” le strategie adottate qualora gli allievi incontrino difficoltà nello svolgimento dell’attività proposta. Tutto ciò al fine di fare in modo che la progettazione possa supportare al meglio l’azione, cosa che risulta difficile da realizzarsi qualora la stessa progettazione non parta da dati “empirici” quali ad esempio gli errori degli alunni in precedenti lezioni, i loro comportanti, gli errori del docente in lezioni simili …

  1. DESCRIZIONE

La descrizione delle due attività didattiche svolte deve essere supportata da materiale documentale, sia quello preparato dal docente sia quello prodotto dagli allievi:  schede, slide, video, immagini, fotocopie … (per quanto riguarda il docente); prodotto finale degli alunni e anche quanto prodotto durante lo svolgimento dell’attività. A ciò si possono aggiungere le osservazioni (su quanto svolto) del docente tutor, del docente neo assunto e degli stessi allievi.

  1.  RIFLESSIONE

La finalità di quest’ultima fase, la riflessione appunto, è quella di verificare la corrispondenza o meno tra quanto progettato e quanto effettivamente svolto.
Sappiamo benissimo che una perfetta corrispondenza tra progettazione e azione è impossibile nelle attività didattiche a causa di numerose variabili, determinate dal fatto che noi docenti lavoriamo con “materiale” umano e non con delle macchine.

La riflessione deve far emergere gli eventuali imprevisti e le strategie cui si è fatto ricorso per superarli, in modo da analizzare il proprio agire in situazione, ripensare e modificare il proprio metodo di lavoro.

Le due attività da documentare, suggerisce ancora l’USR Emilia Romagna, devono svolgersi la prima all’inizio del percorso formativo e la seconda nella fase finale. In tal modo, il confronto tra le due esperienze potrà permettere di verificare la valenza e l’efficacia che gli interventi formativi in itinere (laboratori, incontri frontali, confronto con il tutor …) hanno avuto sul modo di agire del neo assunto,  in termini di competenze acquisite relativamente alla progettazione e all’azionedidattica.   

  1. BILANCIO FINALE DELLE COMPETENZE

Nell’ultima sezione del portfolio digitale deve confluire il bilancio finale delle competenze.

Nel bilancio finale il docente in anno di formazione e prova deve registrare i progressi compiuti, l’impatto delle azioni formative realizzate e i traguardi da porsi per il futuro, ovvero le ulteriori competenze da acquisire/potenziare.

È chiaro che tale attività conclusiva deve fondarsi su un attento confronto con il docente tutor, insieme al quale si dovrà ripercorrere l’intero percorso formativo svolto, tramite una profonda riflessione su ogni singola attività, in modo da individuare quelli che sono stati i progressi rispetto ai livelli di partenza e quelli che, alla fine, risultano essere i punti di forza e debolezza del neo assunto.

Le fasi in cui si articola la costruzione del portfolio sembrano configurarsi come un “viaggio”, in cui il bilancio iniziale delle competenze costituisce il punto di partenza, la documentazione delle attività progettuali e didattiche svolte costituisce l’avvio del viaggio, il bilancio finale il punto di arrivo e allo stesso tempo un nuovo punto di partenza.

La metà finale del suddetto viaggio, infatti, non può che essere, considerata la complessità della professione docente e la sua continua evoluzione, la fine della carriera.

Un ruolo fondamentale nel percorso sopra descritto è svolto dal tutor, che guiderà il docente neoassunto durante tutto il “viaggio”, stimolando la riflessione e fornendo consigli volti a migliorare la professionalità del docente in anno di formazione e prova.  

Ricordiamo, in conclusione, che il colloquio del docente neo assunto di fronte al Comitato per la valutazione dei docenti verterà proprio su quanto riportato nel portfolio

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