Dopo l’estate in arrivo autunno bollente per la scuola? Lettera

di redazione
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Inviato da Mario Bocola – Sarà ricco di novità il rientro a scuola e l’autunno su questo fronte si annuncia bollente per le numerose questioni aperte e spinose a cominciare da alcuni provvedimenti scaturiti durante l’estate.

Il decreto sulla sperimentazione per cento istituti del liceo breve, che accorcerà di un anno la permanenza a scuola e che già sta suscitando polemiche sia sulla ricaduta didattica sia sulla acquisizione delle giuste competenze da parte degli alunni. Ma oltre a questo si attende il bando del concorso a Dirigente Scolastico, atteso da tempo e sempre dato per imminente e quello dei DSGA che dovrebbe essere bandito a breve. Infatti alla riapertura delle scuole molti istituti saranno a reggenza sia dei presidi che dei direttori dei servizi generali e amministrativi e questo sarà un neo per le scuole che, purtroppo, ancora una volta non avranno dirigenti stabili. Altra novità sono le immissioni in ruolo, le cui operazioni si stanno effettuando in questi giorni, il naufragio della “chiamata diretta”, previsto dalla Buona Scuola che si è rivelato un flop, il destino dei docenti affidati alle ore di potenziamento e utilizzati come tappabuchi per le supplenze dei docenti assenti.

Ad arroventare ancora di più il clima della scuola, che ogni hanno al momento di riprendere il suo giro di boa rispolvera sempre i vecchi, annosi e atavici problema che la politica italiana ha tentato di risolvere con il sistema dei “gattopardismo” dando corpo a riforme di facciata che ne mutavano solo la facciata esterna senza intervenire strutturalmente sul problema cronico. Con l’inizio del nuovo anno pioveranno una pioggia d progetti PON finanziati dall’Europa.

Tuttavia la partita più ardua si giocherà sui tavoli dell’ARAN per il rinnovo del contratto di lavoro della scuola fermo da oltre otto anni che dovrebbe vedere, si spera, i sindacati confederali della scuola agguerriti per il riconoscimento di alcuni diritti sia giuridici che economici spettanti ai docenti, categoria professionale con gli stipendi più bassi d’Europa. Sono questi alcuni dei temi caldi del prossimo autunno. Senza dimenticare le famiglie che saranno costrette a sostenere spese considerevoli per l’arredo della scuola dei propri figli in quaderni, libri che sicuramente, come ogni anno subiranno variazioni al rialzo.

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