Abilitati TFA e PAS, inserimento in GaE dipende da giudice di turno. Lettera alla Fedeli

di redazione
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Onorevole Ministra, chi le scrive è un gruppo di precari della scuola: correva l’A.S. 1998/ 1999 quando qualcuno di noi ha svolto la sua prima supplenza, pieno di speranza e di fiducia… non immaginava certo che sarebbe stato l’inizio di un lungo cammino che si sta trasformando in un vero e proprio calvario, dove caos e incertezza regnano sovrani. Non ci soffermeremo a raccontarle la storia del nostro precariato (ne avrà già sentite tante), né a delinearle tutti gli eventi che hanno portato alla formazione e al permanere di un esercito di precari, perché ci vorrebbe un trattato…

Ci permettiamo invece di rivolgerci a Lei per portare alla Sua conoscenza l’ennesima, intollerabile ingiustizia che si sta consumando in questi giorni ai danni di moltissimi precari di seconda fascia presenti nelle graduatorie di istituto delle scuole, ovvero insegnanti abilitati Pas e Tfa con anni di esperienza lavorativa alle spalle.

Dopo anni di precariato e un percorso abilitante svolto a costo di enormi sacrifici, i sindacati ci hanno prospettato la possibilità di accedere alle GAE, le cosiddette Graduatorie ad Esaurimento (ex graduatorie permanenti, trasformate con la L. 296 del 2016, dove confluivano tutti gli insegnanti in possesso di abilitazione); le Gae sono tuttora il canale di reclutamento dal quale accede al ruolo metà dei docenti di ogni ordine e grado.

Dal 2014, anno del loro rinnovamento, fino ad ora, migliaia di docenti abilitati hanno fatto ricorso per entrare in queste graduatorie (riaperte agli inserimenti in diverse occasioni, per es. con la L 196/08), ritenendosi ingiustamente esclusi e discriminati per un semplice accidente temporale.

Ed è a questo punto che quella che doveva essere una misura di giustizia per tutti si è trasformata in un’insopportabile farsa, con risvolti purtroppo tragici per la vita e la dignità delle persone. Per motivi che non è dato comprendere (cavilli burocratici? Orientamento altalenante dei giudici? Chissà…) soltanto un’esigua minoranza dei partecipanti a questi ricorsi ha ottenuto nel 2016 l’inserimento con riserva nelle GAE, in attesa del giudizio di merito (naturalmente ci riferiamo esclusivamente a categorie di docenti nella medesima situazione giuridica, ovvero abilitati PAS e TFA, perché ovviamente ci sono categorie di insegnanti con posizioni non comparabili, come i diplomati magistrali ante 2002). Si è creata una situazione grottesca e al limite dell’assurdo, dove non conta più il merito, ma la fortuna di aver fatto ricorso con un sindacato piuttosto che con un altro, con lo studio legale X invece che con l’avvocato Y….Insomma, ricorsi di serie A e di serie B.

Proprio in questi giorni questa esigua minoranza di “fortunati” sta accedendo al ruolo con riserva, spesso scavalcando chi, nella STESSA GRADUATORIA di provenienza, la seconda fascia d’istituto, con punteggi molto più alti, ha avuto la “colpa” di non aver scelto il sindacato “giusto”, o di non essersi trovato nel numero di ruolo “fortunato” … In pratica il nostro futuro lavorativo è stato affidato ad una lotteria!

Purtroppo ad oggi non è chiaro quando ci sarà una sentenza di merito, ma anche nel caso, come ci si auspica, questa dovesse essere positiva, ormai i danni di queste immissioni in ruolo con riserva sono enormi: infatti chi, con maggior punteggio, in una situazione normale avrebbe avuto la precedenza nell’accesso al ruolo, ora dovrà attendere anni, visto che i posti disponibili nel frattempo saranno già stati assegnati; oppure si troverà, nella migliore delle ipotesi, a dover ingaggiare un’estenuante battaglia legale per ottenere un posto spettante di diritto e attribuito a chi, con punteggi molto minori, avrà avuto come unico parametro di precedenza non il merito, ma la fortuna.

Si sta prospettando un’ennesima, ignominiosa lotta fra poveri, l’apoteosi di un sistema marcio e inceppato, dove non è più possibile alcuna fiducia nella giustizia e nell’equità e ci si sente come pedine in balia del Caso, nonché del Caos.

Non possiamo accettare di sentirci dire: “Ogni giudice è re. I tribunali non stanno a guardare i punteggi in graduatoria, ma il numero di ruolo di ciascuna pratica”. Fino a prova contraria, ci pare invece che la Nazione sia sovrana e che a noi tutti sia stato arrecato un gravissimo danno.
Si trattava solo di aspettare le sentenze di merito o un’eventuale plenaria (al momento non ancora fissata per noi abilitati Pas e TFA), in modo che, in caso di esito positivo, tutti gli aventi diritto potessero accedere al ruolo secondo l’ordine delle graduatorie, come è giusto che sia e come è sempre stato, per evitare che da uno Stato di Diritto si passi ad uno Stato dell’Abuso.
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Ci rivolgiamo a Lei con la grande fiducia che ci ispira la sua storia personale di battaglie per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, sicuri che vorrà andare a fondo nell’ indagare questa triste vicenda.
Devoti Ossequi.

Un gruppo di insegnanti precari della scuola secondaria di I grado.
Mara Concas

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