Test d’accesso professioni sanitarie, Skuola.net: ecco le probabilità d’accesso ai singoli corsi

di redazione
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comunicato Skuola.net – Il 13 settembre, giorno delle prove d’ammissione per i corsi di laurea delle Professioni Sanitarie in tutta Italia, il copione sarà più o meno lo stesso degli scorsi anni. Alcuni studenti, infatti, avranno vita abbastanza facile, altri dovranno battere una concorrenza spietata.

Secondo i dati diffusi dalla Conferenza Nazionale Corsi Laurea Professioni Sanitarie, i candidati sono meno degli anni precedenti (-2,7%): stavolta gli iscritti ai test sono circa 80.462, nel 2016 furono 82.671. Ma anche i posti messi a concorso continuano a calare (-4,5%): 22.962 quelli banditi dalle 37 università statali che ospitano corsi per le professioni sanitarie, 24.069 se aggiungiamo i 4 atenei privati (nel 2016 furono in totale 25.195).

Una cosa sola sembra non cambiare affatto: la probabilità d’accesso ai singoli corsi. Ci sono professioni molto ambite e professioni poco considerate. Sempre quelle. Fisioterapia si conferma l’ostacolo più duro da superare: gli stessi dati ci dicono che sull’intero territorio nazionale si batteranno 28.635 candidati per 2.020 posti, in pratica ce la farà solo 1 su 14. Discorso simile per Logopedia, salda al secondo posto dei corsi top, con 7.224 candidati per 720 posti (chance di successo: 1 su 10). Terzo gradino del podio, ancora una volta, per Ostetricia: 6.175 aspiranti matricole ma solo 690 posti (passerà quasi 1 su 9). Tantissimi candidati anche per Infermieristica (23.558, quasi un terzo del totale degli iscritti per tutti i corsi) ma qui il discorso è differente: i posti sono ben 14.450, dando a più di 1 candidato su 2 la garanzia del successo (il rapporto è 1,6).

Come detto, però, molto dipende dall’università in cui ci si vuole immatricolare. Evidenziando un dato: non ci sono atenei competitivi e atenei dall’accesso assicurato. Tutto può cambiare a seconda del corso indicato tra le preferenze al momento dell’iscrizione ai test. Skuola.net ha preso 13 università rappresentative – da Nord a Sud, da Est a Ovest della Penisola – e le ha messe a confronto. Si scopre così che, se entrare a Fisioterapia è già difficile di per sé, a Pisa, Torino e Modena-Reggio Emilia diventa un’impresa: nel primo caso (18 posti e 591 aspiranti) passerà appena 1 su 33, nel secondo (1226 persone per 42 posizioni) solo 1 su 29, nel terzo (695 candidati per 25 posti) circa 1 su 28. Stessa cosa per Logopedia: Modena-Reggio Emilia si conferma tra gli atenei più ‘respingenti’ (437 iscritti per 18 posti, con un rapporto di 1 successo ogni 24 tentativi); a Bari non va tanto meglio (377 studenti sempre per 18 posti, chance per solo 1 candidato su 21). E sempre a Modena-Reggio Emilia molto ostico è anche l’accesso a Dietistica (professioni sanitaria dal grado difficoltà ondivago): gli iscritti sono solo 336 ma a fronte di appena 9 posti; c’è spazio per 1 su 34. E questo il test d’ingresso più difficile di tutti.

Ma ogni selezione per le professioni sanitarie ha anche i suoi corsi flop, discipline per cui concorrono pochissimi studenti. Trasformando la prova, per chi vorrà specializzarsi proprio in queste materie, in un esercizio o poco più. La garanzia? Si chiama Assistenza Sanitaria, il corso ad accesso garantito: in media il rapporto tra posti e domande è di 0,6. Ciò significa che gli iscritti sono già tutti dentro, prima ancora di cominciare. Solo in pochi atenei – come Cagliari e Bari – non c’è posto per tutti, ma si tratta di una manciata di persone (dieci in tutto). Obiettivo in cassaforte anche per chi tenterà l’accesso a Tecniche Audiometriche alla Statale di Milano (0,6 la proporzione degli ingressi: 15 posti a bando per 9 candidati) e per chi vorrà frequentare Tecniche e prevenzione sui luoghi di lavoro a Siena, Milano e Catanzaro (in tutte e tre ci sono più posti che candidati, con un rapporto che oscilla tra 0, 6 e 0,9); così come per chi si iscriverà a Tecniche Audioprotesiche a Padova (rapporto fermo a 0,9). Da segnalare pure Infermieristica a Siena, dove rimarranno a bocca asciutta solo una cinquantina di ragazzi: è l’ateneo più abbordabile per formarsi come infermiere, entra un candidato ogni 1,2.

Ma le sorprese non finiscono mai quando si parla di professioni sanitarie. Perché non è detto che i corsi più selettivi siano effettivamente tali dappertutto. Prendiamo il caso di Fisioterapia: pur restando un test complicato, per gli iscritti ai quiz dell’università di Ferrara la prova sarà leggermente più facile (40 posti e 407 candidati, probabilità di successo per 1 su 10 contro una media nazionale di 1 su 14). L’ateneo emiliano è un piccolo paradiso anche per chi tenterà altre strade: se ad Ostetricia in media ne passa 1 su 9, a Ferrara la proporzione è di circa 1 su 6 (94 candidati per 16 posti); a Logopedia, invece, entrerà 1 su 7 (23 posti e 165 iscritti) laddove la media ‘italiana’ è di 1 su 10. Così come Dietistica che, come abbiamo visto, in alcune università fa’ una dura selezione ma a Catanzaro diventa più che fattibile: 80 pretendenti per 35 posizioni, con una proporzione di quasi 1 successo su 2. Difficile, dunque, fare delle previsioni in anticipo: ogni studente avrà un destino unico e differente dagli altri.

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