Mobilità 2017: se non ottengo movimento richiesto, manterrò la titolarità su scuola?

di Giovanna Onnis
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Il  docente che partecipa alla mobilità per il prossimo anno scolastico potrà chiedere, se possiede i requisiti necessari, più movimenti diversi,  accedendo su Istanze online nella sezione specifica per la compilazione delle relative domande.

Sarà possibile, infatti, presentare domanda di trasferimento, passaggio di cattedra e passaggio di ruolo.

Se il passaggio di cattedra e il passaggio di ruolo, movimenti che rientrano nella mobilità professionale, possono essere solo volontari, il trasferimento,  oltre che volontario, potrà essere d’ufficio per i docenti soprannumerari o senza sede che, non potendo essere soddisfatti per  nessuna delle preferenze espresse nella domanda, saranno assegnati d’ufficio in una sede da loro non richiesta.

In relazione a quella che possiamo definire mobilità volontaria, il docente che presenta domanda di trasferimento, passaggio di cattedra e/o  passaggio di ruolo, otterrà il movimento richiesto soltanto se potrà essere soddisfatto in una delle preferenze espresse.

Un dubbio che è causa di preoccupazione per molti docenti, così come dimostrano le numerose richieste di chiarimento che arrivano alla nostra redazione, riguarda la sorte del docente che non ottiene il movimento richiesto.

Molti docenti temono di perdere la scuola di titolarità e, non potendo essere soddisfatti per nessuna delle sedi richieste, temono di rischiare l’assegnazione all’ambito territoriale perdendo la titolarità su scuola.
Altri docenti, già titolari su ambito e con incarico triennale in una scuola, sono preoccupati in quanto temono che, non ottenendo il movimento per una delle preferenze espresse, non potranno comunque proseguire nella scuola in cui hanno ricevuto l’incarico triennale e rischierebbero un’assegnazione per loro più penalizzante con modalità non chiare. Questi docenti si chiedono, infatti, se questa assegnazione potrà essere la conseguenza di una nuova chiamata diretta con un nuovo incarico triennale o se sarà disposta d’ufficio dall’USP.

Riteniamo doveroso tranquillizzare questi docenti rassicurandoli che quanto temono non potrà mai verificarsi.

Stiamo parlando, infatti, di mobilità volontaria e, come tale, può essere disposta solo in base alle richieste del docente e mai d’ufficio.

Il docente che non potrà essere soddisfatto per nessuna delle preferenze espresse, non potrà, quindi, essere assegnato d’ufficio su altra sede non richiesta e non gradita, ma, semplicemente, non otterrà il movimento e continuerà a lavorare nella scuola di titolarità o  di incarico triennale.

Se la domanda di mobilità presentata non potrà essere soddisfatta non ci sarà, quindi, nessuna conseguenza per la titolarità del docente e non ci sarà nessuna modifica riguardante la scuola di incarico triennale.

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