Comunicazione efficace a scuola: l’importanza del Feedback

di Giuseppe Sferrazzo

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La Comunicazione è qualcosa di invisibile eppure di molto potente che agisce costantemente nelle nostre vite, sia professionali che personali.
Può essere considerato come una sorta di processo di scambio di informazioni o dati e può generare influenzamento reciproco (tra i soggetti coinvolti) in un determinato contesto.

Molto spesso dimentichiamo, anche e soprattutto in àmbito educativo, che la comunicazione serve soprattutto a “condividere qualcosa”… questo significato è ben evidente già dall’etimologia della parola. Il significato ampiamente riconosciuto di Comunicazione è derivato dal latino cum (con) e munire (legare, costruire, partecipare, mettere assieme). Comunicare prioritariamente dovrebbe intendersi come “condivisione”.

La Scuola di Palo Alto, con il suo maggior esponente Paul Watzlawick (La Pragmatica della Comunicazione umana, 1971, Ed. Astrolabio), ha ampiamente chiarito che “ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione” che definiscono i rapporti tra gli interlocutori: definiscono cioè le modalità in cui le informazioni vengono trasmesse ai soggetti, permettendo di capire come deve essere interpretato un messaggio.

Diventa di fondamentale importanza ricordare come anche il silenzio o, addirittura, quelli che noi pensiamo siano elementi di “non comunicazione”, sono in realtà strumenti di Comunicazione davvero potenti…

La Scuola di Palo Alto, con il primo dei Cinque Assiomi della Comunicazione, ci ha chiarito come non esistono azioni neutre. Questo è quello che, ad esempio, nell’ambito di un “sistema complesso” come le aule scolastiche, succede molto molto spesso… Sottovalutare i gesti o i contenuti che pensiamo in modo “unilaterale” possano non comunicare nulla!

Ciò rafforza l’idea che la comunicazione è qualcosa di relazionale.
Non c’è comunicazione senza relazione tra un emittente e un ricevente. Perché un processo comunicativo possa avvenire, c’è bisogno di un canale (giornale, tv, internet, radio, il corpo) e di un codice (come per esempio una lingua, o un sistema di segni). L’elencazione di queste caratteristiche porta direttamente a una delle prime teorie della Comunicazione , quella cosiddetta “matematica” elaborata, non a caso, da due matematici, Shannon e Weaver, con lo scopo di ridurre il cosiddetto “rumore” della comunicazione. Secondo il modello, i due sistemi sono un emittente (o fonte) e un ricevente (o destinatario). Il messaggio parte dall’emittente e arriva al ricevente che lo “decodifica”, passando attraverso un “canale” che può anche essere disturbato da un “rumore”. La teoria è definita anche teoria matematica o lineare della comunicazione.

In questo modello c’è, però, una criticità… manca un elemento fondamentale per il buon “funzionamento” della Comunicazione stessa, ovvero il FEEDBACK.
Il feedback è il messaggio di ritorno, il segnale che viene restituito a chi “emette” una comunicazione e, chiaramente, nelle dinamiche relazionali è diventato fondamentale valorizzarlo, riconoscerlo e utilizzarlo!
Senza la giusta importanza al feedback, sia esso verbale o non verbale, è molto complicato “usare” la Comunicazione per incentivare la relazione… anzi essa diventa proprio sterile.

Proprio la sterilità, nel senso di mancanza di un ambiente favorevole allo scambio e al confronto (verbale e non), è uno dei “bug” (problemi, difficoltà) più gravi che ostacolano la relazione all’interno del “sistema classe”.

I contenuti che la Scuola cerca di “veicolare”, giustamente, come parte fondamentale del processo educativo, si perdono (molto spesso) in un contesto assolutamente “arido” e “sterile” che è quello della Comunicazione non efficace tra discente e insegnante.

La colpa? Non si tratta certo di colpe… bensì di comprendere, anzi di riappropriarsi, dell’autentico “significato olistico” della Comunicazione, come atto di condivisione valido per i contenuti, per le idee e per favorire una “didattica di qualità”.

Non può esistere una Scuola di qualità senza un lavoro serio sulla Comunicazione efficace.

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