IA in classe, linee guida operative per docenti: come usarla in modo sicuro e inclusivo per personalizzare lezioni e creare materiali. LINEE GUIDA

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato, sul proprio sito, le linee guida per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale a scuola. L’integrazione dell’IA nella didattica viene incardinata su un ruolo attivo del corpo docente, chiamato a guidare scelte, metodi e strumenti con un approccio critico, etico e professionale, in coerenza con le nuove indicazioni ministeriali e i riferimenti europei UNESCO e Commissione UE.
L’IA serve a progettare percorsi formativi su misura, diversificare materiali e attività, e sostenere l’innovazione metodologica senza sostituire l’intervento umano, che resta “centrale e insostituibile” nella sorveglianza delle decisioni algoritmiche.
“Personalizzazione dei materiali didattici”, “strumenti interattivi” e “feedback immediati” compongono il trittico operativo, con attenzione specifica a PEI e PDP per inclusione e adattamenti mirati.
La personalizzazione diventa il cardine: ambienti e dispositivi di IA modulano complessità, suggerimenti, esercizi e piste di approfondimento in base a livelli, ritmi e bisogni, supportando la creazione di contenuti differenziati a partire da uno stesso nucleo disciplinare.
Simulazioni, mappe concettuali, quiz interattivi e giochi aumentano motivazione e coinvolgimento, mentre l’IA aiuta a redigere rubriche valutative e a orchestrare attività cooperative, stimolando pensiero critico e partecipazione equilibrata dei gruppi. Per visite didattiche e attività extracurricolari, analisi di feedback e suggerimenti mirati permettono un allineamento con PTOF e interessi degli studenti, riducendo carichi organizzativi e affinando coerenza educativa.
Il perimetro d’uso è vincolato a trasparenza, spiegabilità e protezione dei dati: ai docenti spetta promuovere prassi affidabili, informare in modo comprensibile, evitare inserimento superfluo di dati personali nei prompt e vigilare su bias, allucinazioni e limiti dei modelli, in linea con GDPR e AI Act.
Strumenti di IA impiegati per “valutare risultati di apprendimento”, “determinare livelli di istruzione” o “sorvegliare comportamenti alle prove” ricadono nelle categorie ad “alto rischio”, con obblighi stringenti, supervisione umana e valutazioni d’impatto integrate (DPIA/FRIA) a tutela dei minori e dei diritti fondamentali.
Formazione strutturata del personale, configurazioni privacy by default, esclusione della sentiment analysis in ambito scolastico e codici di condotta interni chiudono il quadro operativo per un’IA davvero “antropocentrica, sicura, affidabile e responsabile”.