Zangrillo: “Il PNRR ci impone di rivedere e semplificare 600 procedure entro il 2026, le prime 200 entro il 2024”

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“Col nuovo pacchetto di semplificazioni vogliamo facilitare la vita di cittadini e imprese, facendo percepire loro la burocrazia come una opportunità e non più come ostacolo. Attraverso il confronto con enti e associazioni di categoria, il metodo che abbiamo scelto, siamo già intervenuti in settori strategici come tlc, ambiente, infrastrutture”.

Lo dice, intervistato da La Stampa, il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.

“Con l’ultimo decreto Pnrr abbiamo razionalizzato le pratiche per avviare, sospendere o chiudere le attività artigianali, riducendo drasticamente gli adempimenti previsti ed ora andiamo avanti. Semplificare le norme che disciplinano i rapporti con la Pa significa contribuire alla crescita del Paese, non possiamo fermarci”. 

“L’obiettivo non è soltanto quello di realizzare il Pnrr, che impone di rivedere 600 procedure entro il 2026, le prime 200 entro quest’anno, ma di avere una Pa capace di erogare servizi a cittadini e imprese all’altezza delle loro aspettative. Perché non può esserci buona crescita senza buona amministrazione”, dice ancora il ministro che sul fronte assunzioni ricorda: “Stiamo facendo in modo che le nostre organizzazioni siano nelle condizioni di lavorare e bene. Per farlo c’è bisogno innanzitutto della risorsa più importante, le persone. Per questo abbiamo dato avvio ad una nuova stagione di assunzioni: nel 2023 abbiamo inserito circa 170 mila persone, una parte significativa delle quali negli enti territoriali, e prevediamo di raggiungere un numero analogo anche quest’anno e in quelli a venire. È uno sforzo enorme, ma necessario”.

Quanto alle difficoltà per ottenere il passaporto, Zangrillo dice di essere “consapevole del problema. I passaporti rilasciati lo scorso anno sono stati quasi 3 milioni, un terzo in più della media pre-pandemia e, anche i primi dati di quest’anno, resi noti dal ministro Piantedosi, che ringrazio per il lavoro svolto su questo tema, ci dicono che la situazione è migliorata. È evidente che dobbiamo insistere. In questi giorni, con il progetto Polis, sono stati rilasciati i primi passaporti dalle Poste, anche con consegna a domicilio. L’obiettivo è facilitare l’accesso ai servizi pubblici anche nei centri più piccoli e meno raggiungibili, come già previsto per i certificati anagrafici e di stato civile. Il progetto con Poste è una grande opportunità che, in fase di sperimentazione, sta già registrando effetti positivi e che una volta a regime potrà ridurre significativamente tempi di rilascio”, conclude.

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