Zanda (PD) scrive al Presidente Grasso: con i precari al Senato durante fiducia “si è passato il segno”

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Il capogruppo del Pd, Luigi Zanda ha scritto al presidente del Senato, Pietro Grasso a nome delle senatrici e dei senatori del Partito Democratico per lamentarsi di quanto è successo ieri nell'aula del Senato:urla, proteste e contestazioni dalle tribune che consentono di assistere ai lavori d'Aula.

La lettera è stata inviata per conoscenza anche tutti e 112 senatori dem.

Il capogruppo del Pd, Luigi Zanda ha scritto al presidente del Senato, Pietro Grasso a nome delle senatrici e dei senatori del Partito Democratico per lamentarsi di quanto è successo ieri nell'aula del Senato:urla, proteste e contestazioni dalle tribune che consentono di assistere ai lavori d'Aula.

La lettera è stata inviata per conoscenza anche tutti e 112 senatori dem.

Così scrive Zanda: "Le esprimo la nostra più netta disapprovazione per quanto accaduto oggi pomeriggio nell'Aula del Senato. A mia memoria, mai prima d'oggi si erano viste in Parlamento le tribune del pubblico piene di persone che, ammiccando a parlamentari in Aula, urlavano insulti gravi e volgari ai senatori, persino riprendendoli fotograficamente con tanto di flash, senza che venisse disposto il loro immediato allontanamento, così come previsto dal nostro Regolamento e così come necessario per consentire l'ordinato svolgimento dei lavori".

"E' stato un episodio gravissimo, un pessimo passaggio dei nostri lavori. Per tutta la seduta pomeridiana sui banchi del gruppo dei senatori 5 Stelle sono state esposte candele accese senza che ne sia stata ordinata l'immediata eliminazione". "Da ultimo, considero un pericoloso precedente che siano state consentite intimidazioni durante le dichiarazioni di voto di numerosi senatori, insultati con urla, minacciati personalmente e fatti segno di gravi apprezzamenti. Le segnalo, Signor Presidente, che si è trattato di numerose, vistose e intollerabili violazioni del Regolamento e, soprattutto, che é stata inferta una gravissima ferita alla dignità del Senato, luogo sacro della Democrazia. Il dissenso può assumere forme verbali anche aspre, ma in Parlamento non può essere tollerata la violenza in qualsiasi forma venga esercitata. Oggi si é passato il segno", conclude Zanda.

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