XIII congresso nazionale UDU, eletto nuovo esecutivo

di redazione
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Comunicato UDU – Si è concluso ieri il XIII congresso nazionale dell’UDU – Unione degli Universitari, dal titolo “Siamo realisti, esigiamo l’impossibile! Verso i 25 anni del sindacato studentesco”.

Sono stati tre giorni di discussione ed elaborazione sulla situazione attuale dell’Università, sulla fase politica che stiamo attraversando, sulle prospettive e sui percorsi da costruire. Al termine dei lavori è state rinnovate le cariche: Enrico Gulluni come coordinatore Nazionale, Enrico Mazzo come Responsabile dell’Organizzazione, Raffaele Dubbioso e Marco Campagna come membri dell’esecutivo.

Dichiara il neoeletto coordinatore nazionale Enrico Gulluni: “Il percorso congressuale che si è appena concluso è stato per la nostra organizzazione un grande momento di confronto e di elaborazione sul lavoro che vogliamo portare avanti nei prossimi due anni, in una fase politica nella quale si parla sempre meno di università e di istruzione, e in cui fascismo e razzismo prendono piede nel nostro paese. Per questo diventa sempre più importante investire nell’università e soprattutto investire sugli studenti. Bisogna ritornare a finanziare subito in maniera strutturale il diritto allo studio, a partire dalla prossima legge di bilancio, e questo governo deve avere il coraggio di affrontare finalmente la questione del numero chiuso. Continueremo ad occuparci anche dell’inserimento di studenti e laureati nel mondo del lavoro, perché anche in Italia i giovani maggiormente qualificati possano essere finalmente tutelati e valorizzati adeguatamente. La condizione in cui versa l’Università è a dir poco preoccupante, i finanziamenti sono insufficienti e i criteri di distribuzione delle risorse sono sbagliati. Rinnoviamo il nostro impegno contro i meccanismi che incentivano il divario e le disuguaglianze, in particolare tra atenei del Nord e del Sud, alimentando la logica delle università di serie A e di serie B”.

Conclude Gulluni: “Ci aspettano due anni impegnativi e ricchi di sfide, con un governo molto distante dalla nostra idea di università pubblica e di modello di società in cui vogliamo vivere. Il nostro ruolo sarà di opporci attivamente ad ogni politica e manifestazione di violenza, discriminazione, fascismo, con la consapevolezza che per superare questo momento sarà necessaria tutta la forza e l’impegno degli studenti, e che dall’istruzione pubblica è necessario ripartire per superare questa fase così complessa. Con la voglia di fare e di mettersi in gioco emerse in questi giorni siamo pronti a batterci nelle piazze, nei luoghi istituzionali e negli organi di rappresentanza per ottenere i risultati che ci siamo prefissati, sempre e solo nell’interesse degli studenti”.

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