Whatsapp e chat di classe: mamme e papà vanno sensibilizzati

di Lucrezia Di Dio
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I genitori, molto spesso fanno un uso sconsiderato delle chat di gruppo Whatsapp portando, a volte anche alle discriminazioni di bambini.

Moltissime sono le famiglie che utilizzano le chat di classe tramite Whatsapp per scambiarsi informazioni e compiti quotidiani per i propri figli, ma molto spesso l’uso della chat diventa improprio e trasforma questi gruppi in veri e propri tribunali virtuali.

Non si rispetta la privacy dei bambini, delle maestre e delle famiglie coinvolte, diventano luoghi di litigi e ripicche e proprio per questo arriva l’alt da parte dei presidi e la richiesta di sensibilizzare i genitori sull’uso della chat di classe.




Il provveditore Busetti chiede alle scuole di trovare il modo di sensibilizzare le famiglie sul tema “chat di classe” sulle elementari regole per questioni di privacy e tutela dell’anonimato dei bambini attraverso corsi e incontri nelle scuole in cui mamme e papà saranno aiutati a non commettere errori usando un modo corretto i gruppi classe Whatsapp.

Molto spesso l’utilizzo di queste chat fungono da detonatre di problemi, in quanto le famiglie parlano della vita scolastica dei propri figli esasperando, a volte in modo assurdo, le mancanze da parte delle istituzioni.

Il provveditore Bussetti afferma che  “Stiamo parlando di un uso distorto di un mezzo di comunicazione comunque positivo ma visti i problemi che sta creando, forse sarebbe il caso che le scuole coinvolte trovassero il modo di sensibilizzare le famiglie sul tema”.

Ovviamente il rpoblema fondamentale è trovare il modo di entrare in una sfera che non avviene all’interno delle mura scolastiche e non coinvolge, almeno non sempre, gli studenti in prima persona. Anche se a volte, riportando cose avvenute in classe si indicano nomi e cognomi de bambini correndo il rischio di diventari discriminatori.

Le scuole sembrano essere d’accordo con l’istituzione di corsi ad hoc per educare i genitori, ma a quanto sembra, come sempre, mancano i fondi necessari per attivare i corsi, laddove, invece, sono stati attivati concretamente degli incontri per discutere il problema si sono presentate pochissime famiglie poichè la maggioranza si sente in grado di utilizzare la chat senza aver bisogno di consigli.

Per le associazioni dei genitori, che sono intervenute sul problema, “Questi gruppi hanno un merito indiscutibile, quello di creare una rete, un senso di appartenenza e nessuno ha il desiderio di criminalizzarli o di censurarli ma conoscerne l’utilizzo corretto è sicuramente importante”.

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