WeCanJob: alternanza dimezzata e tagli all’istruzione, mentre l’edilizia scolastica cade a pezzi

di redazione

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comuncato WeCanJob – Dal testo della Legge di Bilancio 2019, inviato al Quirinale, il governo prevede una drastica riduzione delle ore previste dall’Alternanza Scuola-Lavoro, che da quest’anno pare verrà rinominata percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

Questo il nuovo monte ore:

  • da 400 ore a 180 negli istituti professionali
  • da 400 ore a 150 negli istituti tecnici
  • da 200 ore a 90 nei licei

Da più parti tale riduzione è stata salutata positivamente: d’altronde, da quando è stata istituita, l’Alternanza ha sempre creato accesi dibattiti nella scuola e nelle istituzioni, per le numerose difficoltà di gestione e le implicazioni etiche del programma, specialmente dopo i casi dei due ragazzi feriti in aziende di Prato e Pavia nel corso del 2018.

Da altre parti, invece, la riduzione del monte ore dell’Alternanza viene aspramente criticata. Specialmente dal mondo degli istituti tecnici proviene una generalizzata protesta, che denunciano come alla riduzione del monte ore corrispondano decisi tagli alla spesa. E qui sta il punto: insieme alla riduzione delle ore dell’Alternanza, è previsto infatti anche un altro massiccio taglio dei finanziamenti, che colpisce maggiormente proprio gli istituti tecnici (-62.5%) rispetto ai licei (-55%) e agli istituti professionali (-55%). Cosa faranno le scuole quando verrà loro sottratta più della metà dei fondi necessari a completare i progetti degli studenti?

Nel complesso, la riduzione del finanziamento all’istruzione previsto nella finanziaria 2019 è pari allo 0,1% e si stima intorno ai 30 milioni di euro. Il testo non è definitivo ma speriamo non si ripeta l’antica pratica dei tagli alla scuola per finanziare altri comparti, senza un piano d’investimento chiaro sul settore dell’istruzione che è già in ginocchio.

L’Italia resta fanalino di coda per numero di laureati in Europa (penultima prima della Romania, secondi i dati Eurostat 2017), i nostri insegnanti sono fra i meno pagati e gli edifici scolastici italiani vengono abbandonati a loro stessi: 50 crolli soltanto nell’anno scolastico 2017/2018. In Italia ci sono 18.665 scuole in territori a rischio sismico e l’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica, preposta al monitoraggio delle strutture scolastiche, resta un ente fumoso e incompleto sul quale ancora nessun Governo ha messo mano.

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