Webinar Anief “Aspettando il contratto”, terminato l’incontro sulla “Parità di trattamento tra personale di ruolo e personale precario”

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Anief – È appena finito l’incontro odierno “Aspettando il contratto” organizzato da Anief: la segretaria generale Anief Chiara Cozzetto, ha parlato di “Parità di trattamento tra personale di ruolo e personale precario”. Alla domanda sullo stato attuale delle previsioni contrattuali sugli stipendi dei precari, la segretaria generale Anief ha affermato che “la retribuzione dei precari è, per espressa previsione contrattuale, formalmente bloccata al primo livello stipendiale, anzi, per essere precisi al livello stipendiale zero.

I precari, infatti, docenti e Ata anche se svolgono anni di servizio nella scuola pubblica non possono mai beneficiare delle progressioni di carriera e, dunque, degli aumenti retributivi riconosciuti a tutti i lavoratori a tempo indeterminato. Questo avviene in aperto contrasto con la Direttiva Comunitaria 1999/70/CE che, attraverso l’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla stessa direttiva prevede l’impossibilità di porre in essere qualsiasi tipo di discriminazione tra lavoratori se questo trattamento differenziato è basato esclusivamente sulla tipologia di contratto (a termine o a tempo indeterminato)”.

Chiara Cozzetto ha continuato affermando che la “Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha più volte chiarito che le previsioni della Clausola 4 non possono essere derogate dalla normativa interna e che non può essere considerata ragione oggettiva per discriminare i precari della scuola a livello stipendiale la mera constatazione che il loro contratto è a termine o che, come spesso sosteneva il Ministero dell’Istruzione nelle cause intentate dai nostri legali per rivendicare il diritto dei precari agli scatti di anzianità, che ogni contratto a termine era “a se stante” dunque non correlato o correlabile a quello successivo per poter riconoscere le progressioni di carriera a un precario. I nostri legali, ormai da più di 10 anni, continuano a vincere in tribunale anche grazie a precise sentenze della Corte di Cassazione che hanno dato ragione all’Anief e i Tribunali continuano a condannare il Ministero a riconoscere al personale precario il diritto alla stessa progressione di carriera, e dunque allo stesso stipendio, riconosciuta al personale di ruolo”.

Rispetto alla differenza retributiva, la sindacalista ha detto che “il supplente breve ha uno stipendio inferiore perché non gli viene riconosciuta una voce stipendiale che il contratto riconosce solo al personale di ruolo o con supplenza almeno al 30 giugno: la Retribuzione Professionale Docenti – per i docenti – e il Compenso Individuale Accessorio per il personale Ata. Parliamo di circa 170 euro negati ai “supplenti brevi” ogni mese e anche qui, la Suprema Corte di Cassazione ci ha dato ragione e ha chiarito che questo emolumento aggiuntivo non può essere negato in base alla tipologia di contratto”.

Alla domanda su cosa possa fare un precario per rivendicare i propri diritti, la segretaria generale ha ribadito che “al momento solo agire in tribunale e con ricorsi praticamente sicuri di accoglimento. Ho visto sentenze in questi anni che hanno riconosciuto a centinaia di precari “storici” con anche 10 anni di precariato alle spalle, risarcimenti pari anche a 60-70mila euro. L’impegno del nostro sindacato, l’impegno personale del nostro Presidente Marcello Pacifico, però è proprio quello di una modifica sostanziale al nuovo Contratto Nazionale che recepisca finalmente quella che, a tutti gli effetti, è da 20 anni normativa interna ed elimini nel Contratto ogni previsione discriminatoria a discapito dei precari”.

Rispetto al Bonus Formazione da 500 euro solo al personale docente di ruolo, la sindacalista ha affermato che “non è pensabile che solo i docenti di ruolo possano aggiornarsi e formarsi gratuitamente e non è possibile che il personale ATA, a prescindere che sia precario o di ruolo, che molto spesso lavora in smart-working non abbia mai potuto beneficiare di agevolazioni per l’acquisto degli strumenti utili a svolgere il proprio lavoro. Su questo siamo stati i primi, gli unici, a chiarire immediatamente la nostra contrarietà perché è una palese discriminazione non solo tra precari, ma addirittura tra dipendenti a tempo indeterminato. Poi quest’anno abbiamo visto che ci sono stati addirittura dei docenti “di ruolo” mi riferisco agli assunti da GPS attraverso la fase straordinaria di immissioni in ruolo (art. 59, comma 4. DL 73/2021) che per legge hanno stipulato un contratto giuridicamente al 31 agosto, dunque da precari, ma quest’anno sono tenuti allo svolgimento dell’anno di prova e formazione e non possono beneficiare della Card Docenti anche se, dal prossimo 1° settembre, il loro contratto sarà retrodatato al 2021. Una beffa, a nostro avviso, che la normativa ha voluto perpetrare ancora una volta a chi è formalmente ancora precario”.

Circa la stabilizzazione, Chiara Cozzetto ha detto che “il nostro impegno sarà quello di continuare a chiedere in tutte le sedi opportune un’apertura completa delle assunzioni attingendo alle GPS di prima e di seconda fascia. Non abbiamo difficoltà a credere che un docente precario di 2 fascia che da anni lavora nella scuola, pur di vedere stabilizzata la propria situazione lavorativa, non si sottoponga a un percorso formativo in itinere per ottenere la conferma in ruolo. Perché c’è da ricordare che se questi precari non si sono ancora abilitati non è certo per loro “colpa” ma perché ormai da anni, a parte che per le procedure di sostegno, non si attua una vera procedura di abilitazione e anche per il sostegno i posti utili per il TFA non sono davvero parametrati al reale fabbisogno di personale specializzato, ma deciso ab origine dalle università. Dunque troppi docenti “restano fuori” dai percorsi abilitanti e anche il concorso straordinario ai soli fini abilitativi bandito nel 2020 e su cui il nostro sindacato aveva insistito, ancora in questo momento non si sa quando partirà e questo non può essere tollerato perché non solo i precari attendono quella procedura, ma anche tanti docenti di ruolo “immobilizzati” cui la normativa già dal 2015 aveva riconosciuto di diritto l’istituzione di percorsi abilitanti riservati per conseguire altre abilitazioni”.

Per ascoltare le parole della professoressa Chiara Cozzetto, segretaria generale Anief, cliccare qui.

 

I DETTAGLI DEL WEBINAR DI MERCOLEDÌ 16 MARZO

Data: mercoledì 16 marzo 2022, 18.30-19

Titolo: Sdoppiamento delle classi. Più organici

Relatore: Stefano Cavallini

Link per partecipare: https://register.gotowebinar.com/register/6319069668174125067

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