Voto in condotta e valutazione scuola primaria, sindacati perplessi: non convince la riforma Valditara

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Prosegue l’iter parlamentare che porterà all’approvazione della riforma sulla valutazione e il comportamento, già passato dal Senato e ora alla Camera. Nella giornata del 22 maggio si sono svolte le audizioni dei sindacati in Commissione Cultura.

Complessivamente le organizzazioni non sembrano convinte dalla riforma voluta dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, anche se ogni sigla ha evidenziato il proprio punto di vista, non del tutto critico per alcune organizzazioni.

La la CISL Scuola, ad esempio, ritiene che” il passaggio dai giudizi descrittivi ai giudizi sintetici nella scuola primaria, pur dando atto della necessità di favorire una comunicazione più chiara ed essenziale alle famiglie, può tradursi in una mera sostituzione dei voti numerici con analoghe e corrispondenti espressioni verbali, di fatto riproponendo una valutazione sommativa difficilmente compatibile con la personalizzazione dei percorsi di apprendimento ed educativi“.

Sulla valutazione del comportamento, ambito su cui si concentra la proposta per quanto riguarda la secondaria, la CISL Scuola esprime perplessità sull’enfasi sanzionatoria che la pervade, per le ragioni già enunciate in premessa, rilevando inoltre un’invasione di campo su prerogative che andrebbero attribuite alla libera scelta valutativa delle istituzioni scolastiche autonome.

Inoltre, secondo il sindacato guidato da Ivana Barbacci, esisterebbe il rischio che le misure previste nei casi di sospensione superiore a due giorni, con l’obbligo degli alunni di prestare attività presso strutture esterne convenzionate, si riveli nei fatti di difficile gestione, oltre a generare ulteriori aggravi in tema di obblighi di vigilanza e sicurezza per il personale.

La FLC CGIL ha espresso invece un chiaro parere negativo per quanto riguarda “la volontà di smantellare il modello di valutazione formativa della scuola primaria, attraverso l’introduzione dei giudizi sintetici al posto dei giudizi descrittivi”.

Il sindacato si dichiara contrario anche rispetto all’inasprimento degli strumenti sanzionatori nei confronti di eventuali comportamenti inadeguati delle studentesse e degli studenti.

In entrambi i casi, la FLC CGIL ha “rilevato l’impostazione autoritaria della proposta, che interviene a valle dei processi educativi e di apprendimento e solleva le istituzioni dal compito di rafforzare il ruolo di promozione formativa, culturale, relazionale della scuola, da sostenere attraverso un’efficace valorizzazione delle professionalità e della progettualità autonoma e il riconoscimento della funzione sociale dell’istruzione e dell’educazione“.

Audita anche la Uil Scuola Rua, che condivide l’obiettivo del Ministro di prolungare il tempo di permanenza a scuola per i ragazzi che si comportano in maniera non corretta ma “esprimiamo contrarietà all’idea di introdurre l’attività di cittadinanza solidale nelle scuole legata all’idea di sospensione dal contesto scolastico di appartenenza per le sospensioni superiori a due giorni”.

Soprattutto – prosegue la Uil Scuola – riteniamo che non debba esserci un processo di acquisizione della consapevolezza di tutte le implicazioni dell’eventuale errore, anche grave in alcuni casi, di cui si siano resi protagonisti studenti, al di fuori della scuola di appartenenza. Riteniamo dunque che qualsiasi iniziativa in un contesto diverso da quello della scuola sia eccessiva e potrebbe avere ulteriore conseguenze negative sul percorso educativo degli studenti coinvolti”.

Le nuove norme che si vogliono introdurre per rivedere la valutazione del comportamento degli studenti e delle studentesse rappresentano una apprezzabile iniziativa, ma senz’altro non bastano per ripristinare la cultura del rispetto nei confronti del personale docente perché occorre operare in un ambito di intervento molto più ampio, a partire dalla libertà di valutazione che deve essere ripristinata con dei decreti legislativi e ministeriali appositi”, ha detto invece l’ANIEF, aggiungendo inoltre che oltre alle modifiche normative a tutela dei docenti, è sempre più indispensabile il ricorso da parte di chi amministra la scuola pubblica, di impegnarsi per introdurre “organici aggiuntivi, soprattutto laddove si registra un maggiore disagio economico e sociale degli studenti”.

Il sindacato autonomo infine ha dichiarato che “senz’altro bisogna anche ripristinare un osservatorio sul burnout che colpisce tantissimo i lavoratori della scuola, in particolare i lavoratori italiani che risultano tra i più anziani d’Europa”.

Nuove regole attive già il prossimo anno?

Come spiegato in precedenza, per quanto riguarda la riforma sulla condotta e la valuzione, sarà un’ordinanza ministeriale, emanata successivamente all’approvazione del disegno di legge, a stabilire ulteriormente i contorni normativi. Un regolamento vero e proprio che il Ministero dovrà pubblicare entro 180 giorni dalla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale. Motivo per cui, se le tempistiche dovessero ancora prolungarsi ulteriormente, le nuove regole relative alla scuola primaria non potranno essere valide per il prossimo anno scolastico.

Entro giugno potrebbero concludersi i lavori di commissione e portare il testo in Aula ma ovviamente possiamo parlare solo di stime.

Una volta approvato il decreto legge alla Camera si dovrà attendere la pubblicazione della nuova legge in Gazzetta Ufficiale. Solo da quel momento si dovrà attendere il regolamento di cui sopra.

LA RIFORMA DELLA VALUTAZIONE E DEL COMPORTAMENTO: I DETTAGLI

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