Concorsi, giusto prevedere un voto di laurea minimo per partecipare

di redazione
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Attenzione a non sottovalutare il voto preso agli esami universitari. La valutazione conseguita in sede di laurea potrebbe determinare l’accesso ai concorsi che richiedano come requisito una soglia minima di voto finale. 

Ad avvalorare questo principio è la sentenza del Tar Lazio n.4782 del 2 maggio 2018 emessa in relazione a una selezione indetta dalla Banca d’Italia per l’assunzione di 76 dipendenti contro cui è stato presentato ricorso da parte di alcuni concorrenti.

Come riferisce il Sole24Ore, i giudici amministrativi hanno ritenuto legittimo l’introduzione di un voto di laurea minimo nel caso di specie, considerando anche le caratteristiche delle funzioni a cui si riferiva il concorso. L’inquadramento per i vincitori era nel grado di “esperto”; pertanto, la richiesta aggiuntiva di una votazione non inferiore a quella indicata è stata ritenuta legittima.

Oltretutto, è proprio il regolamento della Banca d’Italia a prevedere che i posti da ricoprire nelle aree manageriali e di alta professionalità possano essere messi a concorso ai soggetti in possesso della laurea e di altri requisiti previsti ogni volta in base alle necessità.

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