Vorrei un’Italia fondata veramente sull’Uguaglianza. Lettera

Lettera

Inviata da Antonio Fratangelo – “Gentilissimo Onorevole Ministro Azzolina, La rispetto sia come donna sia nel difficile ruolo politico- dirigenziale che riveste e La ringrazio per l’impegno e la tenacia con cui sta affrontando le diverse problematiche presenti nella scuola italiana in questo momento buio e preoccupante, dissociandomi completamente dalle numerose critiche che riceve ogni giorno, che offendono e minano il rispetto della persona umana.

Quelle costruttive servono a crescere, quelle provenienti da una politica distorta e perversa, invece, soltanto a impoverirci dentro. Non sono un politico né credo nella politica, né spero di farla attraverso questa lettera, ma sono un docente che ama profondamente la propria professione, con tutti i suoi pregi e i difetti, e che cerca non soltanto di trasmettere conoscenze ai propri alunni/e, ma anche di  insegnare loro l’Amore per l’Altro, quei Valori fondamentali della Vita e della buona educazione che ormai,
purtroppo, in tutte le realtà, vengono calpestati, dimenticati, se non addirittura, cancellati. Apprezzo molto le sue iniziative, la sua determinazione, il suo farsi valere e lottare contro una società complessa da gestire e da accontentare, ma bisogna modificare il proprio modo di rapportarsi all’Altro, cercando di affrontare davvero
le problematiche senza sotterfugi e consentendo a tutti di poter lavorare senza preoccupazioni né disagi.

Il suo è un Governo di cambiamento, ma bisogna far sì che esso sia un cambiamento vero e positivo, senza ostacolare, né creare sconforto interiore. Ha fatto una promessa e in tempi brevi è riuscita a mettere in funzione un meccanismo davvero utile, ovvero quello della “Call Veloce”, una manna dal cielo per chi da anni sta invecchiando nelle graduatorie di merito dei Concorsi, a cui ha partecipato facendo dei sacrifici, e ha poche speranze nelle Regioni più piccole e con pochi posti per le immissioni in ruolo annuali. Certo non è facile per tutti trasferirsi, anche lontano, soprattutto per i colleghi con figli, ma è l’unico modo per lavorare e realizzare le proprie aspirazioni. Ci saranno sempre malcontenti, ma non bisogna mai scoraggiarsi né tanto meno arrendersi.

La “Call Veloce”, per tanti docenti rivelatosi un flop a causa dell’obbligo di permanenza quinquennale (limite alquanto esagerato rispetto ai precedenti tre anni), per me e per molti altri colleghi/e rappresenta una ghiotta opportunità, ma vorrei che si rendesse conto di quello che sta succedendo e che causa tanta amarezza e, soprattutto, conseguenze sul piano economico e psicologico. Ciò soltanto perché il Ministero di cui è responsabile, nell’esercizio delle sue funzioni, emana da anni decreti soggetti a libera interpretazione ed assume comportamenti arbitrari, spesso costruendo note ad hoc, negando diritti costituzionalmente tutelati e ignorando le norme basilari del Diritto Amministrativo. Non solo, la maggior parte degli Uffici Scolastici Regionali e Territoriali agisce a ruota libera, con differenze marcate da nord a sud, come se non esistesse un’Amministrazione centrale che impartisce direttive e linee guida precise. Autonomia sì, ma nel rispetto delle regole e della dignità umana. Onorevole Azzolina, i provvedimenti giurisdizionali favorevoli agli interessati dovrebbero essere eseguiti immediatamente, nel rispetto della Legge, altrimenti non ha senso insegnare la legalità ai nostri alunni/e se poi coloro che lavorano o comunque dipendono dal Ministero sono i primi a violarla! In ogni caso, bisognerebbe fermarsi ogni tanto a riflettere e comprendere gli errori commessi, anziché preferire appoggiare decisioni politiche adottate in modo non obiettivo, credendo erroneamente di far del bene ai cittadini e subire poi una moltitudine di ricorsi/denunce con notevoli ritardi per i malcapitati docenti nel loro percorso professionale. Occorre superare le difficoltà, non crearne delle
altre. Anche un ignorante è in grado di rendersi conto che se l’Autorità giudiziaria riconosce la buona fede di un docente, emanando un provvedimento di reinserimento in una graduatoria di merito, costui deve poter partecipare alle immissioni in ruolo senza difficoltà, prevedendo magari una clausola risolutiva nel contratto, visti i tempi lunghi per la conclusione dell’iter procedurale da parte di un Ministero che non ha mai avuto la minima intenzione di sanare la situazione venutasi a creare, se non dietro espresso ordine di qualche giudice.

Iscriversi nella Call Veloce per poi vedersi accantonare il proprio posto per riserva, pur essendo in possesso di provvedimento giurisdizionale favorevole, è avvilente oltre che scorretto, giacché determina discriminazioni e danni irreparabili.

Questa è l’Italia, una Nazione dove gli stranieri vengono agevolati nel trovare lavoro, mentre, paradossalmente, ai cittadini italiani viene impedito di realizzare i propri obiettivi professionali ed esistenziali, costringendoli a emigrare all’estero, anche soltanto per ragioni di studio. Onorevole Azzolina, Le chiedo un’attenta riflessione su quanto prospettato, visto che anche Lei è stata una docente e sa benissimo quale sia il problema più grande da affrontare: il malfunzionamento di un sistema organizzativo su tutto il territorio nazionale, dal Centro alla periferia, che ha bisogno di essere reso più trasparente, più equo e funzionale.

Un Ministero dove i direttori generali vengano nominati con concorso e controllati nello svolgimento del loro operato, che non facciano politica, che vengano licenziati quando commettono gravi irregolarità anziché essere promossi o trasferiti ad altro incarico, che valutino singolarmente le pratiche dei cittadini e non ostacolino, anche abusando del loro potere, il riconoscimento dei percorsi abilitanti frequentati all’estero soltanto per pregiudizio, sotto il condizionamento della disinformazione, credendo che siano tutti una scorciatoia a pagamento e facendone di ogni erba un fascio. È successo con la Spagna, sta accadendo con la Romania e chissà con quale altro Stato membro dell’Unione Europea si concretizzerà questo comportamento inappropriato fatto di opposizioni eccessive e senza scrupoli. Siamo tanti giovani docenti, con diverse esperienze e specializzazioni, che hanno bisogno di una certezza lavorativa e di una maggiore attenzione da parte dello Stato. Credo fortemente nei Principi sanciti dalla Costituzione, che ho sempre insegnato con Amore ai miei alunni/e, ma vorrei un’Italia fondata veramente sull’Uguaglianza e non vivere in una società piena di illusioni ottiche. Le auguro di riuscire, come giovane Ministra, a migliorare le condizioni lavorative per tutto il personale scolastico, con la speranza di adottare delle misure più giuste che rispettino l’Altro, senza dover sempre polemizzare e battagliare per far valere un legittimo diritto. Cordialità”.

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