I volti dei “precari di ruolo”, i docenti che l’algoritmo mobilità ha destinato fuori dalla Sicilia

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Un breve video realizzato a margine della manifestazione svoltasi a Palermo venerdì 19/08/2016 " Porta una Luce per fare chiarezza : "Chiediamo giustizia per un trattamento ingiusto".

Un breve video realizzato a margine della manifestazione svoltasi a Palermo venerdì 19/08/2016 " Porta una Luce per fare chiarezza : "Chiediamo giustizia per un trattamento ingiusto".

Nei "I volti dei precari di ruolo" ho cercato di rappresentare i sentimenti dei 9.718 docenti siciliani, che si apprestano tra dieci giorni, a lasciare la Sicilia.

A mio parere, è certamente palpabile il loro stato d'animo : dolore, rabbia, delusione,disperazione, scoraggiamento e comunque anche la determinazione di docenti che da ormai quasi un decennio, lottano per una vera "buona scuola".  Di questi, circa 3.000 ,  di sostegno, potrebbero rimanere con le  assegnazioni provvisorie; gli altri andranno via a causa della indisponibilità delle cattedre.

Quest'ultime sarebbero disponibili  restituendo alle scuole del sud, i finanziamenti tagliati dai governi precedenti e ripristinando un tempo scuola vicino alla media nazionale. Ricordo, a proposito, che in Sicilia, nella scuola primaria,  il tempo pieno è presente solo nel 8,1 % dei casi, rispetto alla media nazionale del 50 % (con punte del 90 % in Lombardia).

Sembrerebbe che, le azioni promessi in questi giorni dall'attuale compagine governativa e come da voi riportato, voglia procedere alla trasformazione dell'of in od. Ciò consentirebbe ai circa 3.000 docenti di sostegno, di avere giustizia e rimanere definitivamente in Sicilia.

Per i quasi 7.000 docenti siciliani, le speranze di un futuro rientro, non possono che essere legati, appunto, al tempo pieno. Un graduale innalzamento, con un primo step a 32-33 ore sulla primaria, unito al turn over previsto nei prossimi anni, consentirebbe probabilmente, a costi  sostenibili , un graduale rientro. Certo attenuerebbe l'aspetto occupazionale, ma ristabilirebbe anche il diritto (anzi soprattutto!) dei nostri alunni, ad avere un'offerta formativa adeguata agli standard nazionali, con un recupero socio culturale sempre più urgente e attuale da realizzare nelle nostre aree territoriali.

Purtroppo, sembra che questa partita, non sia ancora all'ordine del giorno del governo e pertanto, nell'attesa, i nostri docenti, si apprestano a raggiungere le nuove sedi, come sempre, con la professionalità che li ha contraddistinto in questi lunghi anni di insegnamento nella loro terra di origine. Lasciano gli affetti, ma consapevoli che continueranno la loro  battaglia in qualunque parte di Italia saranno, affinchè le le loro  ragioni siano riconosciute e ristabilita la giustizia, che in questo momento invocano.

Ringrazio la vostra testata per il lavoro professione che svolgete per tutte le categorie del mondo della conoscenza.

Vi segnalo, pertanto il link del mio video, che rappresenta anche un omaggio ai tanti docenti che inizieranno presto una nuova avventura della loro vita : 

https://www.youtube.com/watch? v=Y_k3_mn450M

Grazie per l'attenzione. Emanuele Levantino

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