Volti degli studenti “spiati” durante l’esame online. Multa di 200mila euro per la Bocconi

Stampa

Controlli durante gli esami online universitari. Multa di 200mila euro e stop immediato all’utilizzo dei software di proctoring. È questa la sanzione che Garante della privacy ha irrogato all’Università Bocconi di Milano, a causa dell’utilizzo di due programmi definiti “indebitamente invasivi”.

Si parla, nello specifico di “Lockdown browser”, software che blocca tutte le attività sul PC degli esaminandi ad eccezione della finestra relativa all’esame, e “Respondus monitor”, software incaricato invece di vigilare e segnalare comportamenti sospetti dello studente, come, ad esempio, il non guardare il monitor durante la prova o l’alzarsi dalla propria postazione nascondendosi all’occhio della telecamera.

Entrambi i software sono sviluppati dall’azienda americana Respondus Inc. e, secondo quanto dichiarato dall’università, hanno rappresentato un importante supporto per i docenti nella supervisione delle verifiche scritte. Sarebbero inoltre centinaia le università italiane a utilizzare i programmi di Respondus.

L’inchiesta del Garante ha preso il via dopo la segnalazione di uno studente inglese, e nella sentenza si legge che “tali sistemi non devono essere indebitamente invasivi e comportare un monitoraggio dello studente eccedente le effettive necessità”.

Nello specifico, fra i comportamenti definiti eccedenti le effettive necessità c’è anche “la fotografia scattata dal sistema all’inizio della prova allo studente, a cui veniva poi chiesto di esibire un documento d’identità e di effettuare una ripresa panoramica dell’ambiente circostante”.

“Il trattamento posto in essere dall’ateneo non può quindi ritenersi conforme al principio di liceità, trasparenza e correttezza non essendo stati forniti tutti gli elementi informativi” conclude il dispositivo.

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur