Voglio difendere la mia categoria: gli insegnanti. Lettera


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Inviato da Stefania Lanzillotta – Noi insegnanti, in fondo, siamo eroi, un po’ come tutti quei medici e infermieri impegnati nel curare i pazienti malati di Covid-19. Anche noi, in fondo, siamo eroi, è dal 21 febbraio che ci prendiamo cura dei nostri alunni.

Non li abbiamo mai abbandonati cercando in ogni modo di raggiungerli, con tutti i mezzi a nostra (e loro) a disposizione, a distanza e con tante difficoltà. In primis, la situazione d’emergenza, nuova e non prevista che ci ha portato a gestire una didattica a distanza. Noi, abituati ad un lavoro composto non esclusivamente di argomenti trattati o di competenze da raggiungere (come tutti pensano che sia!) ma soprattutto di relazione, di contatto, di sguardi, di condivisione di spazi fisici ma anche di vissuti ed esperienze personali che da sempre portano, ogni giorno, i nostri alunni a fare progressi, a raggiungere traguardi che per loro sono conquiste e maturazione personale.

Eppure, dei nostri sforzi, della nostra fatica ed impegno non ne parla nessuno, come se gli insegnanti non facessero nulla quando invece stiamo lavorando più del doppio per il buon funzionamento della scuola a distanza, mettendo in campo tutte le nostre conoscenze, competenze, risorse e strumenti.

Stiamo lavorando senza avere indicazioni precise, senza sapere come finirà questo anno scolastico e come saremo chiamati a valutare i nostri alunni che continuano a credere in noi e accogliere tutte le nostre proposte didattiche e non.

Mi rivolgo quindi a tutti, visto che, in questo periodo, molti ci etichettano come “LA CATEGORIA STATALE CHE PRENDE LO STIPENDIO MENSILE STANDO A CASA”: anche noi stiamo lavorando ma, come sempre, tutto il nostro lavoro rimane invisibile; eppure i bambini continuano “a fare scuola” perché dietro ad ognuno di essi, ci sono gli insegnanti che, da sempre, credono in loro e si fidano di loro.

Non ci aspettiamo una maggiore retribuzione economica ma più rispetto per il nostro lavoro e un “GRAZIE” perché, in fondo, ce lo meritiamo! E ora ditemi: riuscite ad immaginare cosa vuol dire essere insegnanti e fare didattica senza un’aula e senza bambini in presenza? #FACCIAMOANDARETUTTOBENE

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