Vogliamo una scuola che parla ai ragazzi. Lettera

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inviata da Giulia Greco –  Sono una docente della scuola secondaria di primo grado che svolge il proprio ruolo con grande coinvolgimento e con tanta voglia di fare. Stiamo vivendo un momento estremamente difficile, che ha coinvolto tutti noi, ci ha destabilizzato provocando timore, incertezza per il domani e grande preoccupazione.

La scuola, oltre ad essere il luogo d’eccellenza della costruzione dei saperi e della conoscenza, è fin da sempre considerata un’ambiente dove irrompono le EMOZIONI. È proprio l’aspetto emotivo che consente ai nostri alunni di aprirsi al mondo e di entrare in relazioni con gli altri.

La didattica a distanza sta prediligendo un sistema di istituzione che si basa su principi lineari e curriculari di apprendimento, ignorando totalmente l’aspetto emotivo dell’educazione scolastica. Essa sta presentando dei grossi limiti, in quanto, venendo meno il contatto fisico tra docenti e alunni c’è una minore attenzione alla sfera emotiva-affettiva.

Vogliamo un ritorno alla scuola delle EMOZIONI, una scuola che parla ai ragazzi, una scuola consapevolmente emotiva perché solo in questo modo la scuola può far raggiungere il successo formativo e promuovere percorsi di apprendimento che davvero contribuiscano alla crescita e alla maturazione personale.

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