Vogliamo il ruolo per tutti i precari! Lettera

di redazione
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Inviato da Elvira Pignalosa – Stamattina la sveglia me l’ha data la lettera della dir.te scolastica dott.ssa Laura Biancato alla quale ho sentito di dover rispondere con alcune riflessioni rivolte a Lei e a tutti i dir.ti che nutrono lo stesso sconcerto e le stesse preoccupazioni (in tempo di convocazioni).

Riflessioni costruttive e espresse con il rispetto sempre dovuto.

” Preg.ma, queste sue interessanti riflessioni danno voce a tutte le angosce comuni a tutti i migliaia di docenti che ogni anno attendono con ansia e trepidazione la fatidica chiamata salvifica! Anche noi docenti sono anni che ci chiediamo come possa essere stato possibile che tutti i Governi che a vario titolo si sono alternati alla guida del nostro paese abbiano potuto confezionare e/o avallare un sistema scolastico cosi tanto contorto da sfuggire ad ogni valutazione socio-politica e pedagogica. La cosa che mi colpisce è che voi dirigenti ve ne siate accorti solo ora! Questa lettera sembra contenere in sè il sano germe di una possibile presa di coscienza da parte di chi per anni essendone stato fruitore ne è stato anche un po’ complice sebbene mosso dall’intento del buon funzionamento della scuola. Ma contiene anche, velatamente, i germi del pensiero critico che ha alimentato per anni la costruzione di leggi che hanno posto le basi di questo scempio culturale e spiego il perché. Lei sembra rammaricarsi di doversi apprestare a fare nomine sulla base di questo strano strumento come le “graduatorie”. Detta così, però, potrebbe far nascere nell’immaginario collettivo, l’immagine della presenza inquietante di elencazione piene di dilettanti allo sbaraglio che si troverebbero li per caso come Alieni scesi sulla terra.

Preg.ma, forse a lei è sfuggito di precisare puntualmente nella lettera che questi elenchi, dette “graduatorie” sconosciute ai non addetti ai lavori, sono invece frutto di concorsi per titoli banditi dallo Stato periodicamente e quindi composte da professionisti, laureati e puntualizzo laureati, che avendone titolo ne vengono ammessi e ai quali viene attribuito un punteggio di posizione. Professionisti che negli anni si sono prima abilitati, poi specializzati, poi ancora abilitati e poi hanno accumulato anni di esperienza e poi hanno superato la tagliola di concorsi (talvolta farsa). Quindi quando un dir.te Li convoca e Loro rispondono non rispondono Topolino e/o Minnie ma risponde gente con gli attributi, gente che serve la Scuola e lo Stato con onore e dignità; risponde gente che ama questo lavoro altrimenti ne cercherebbe un’altro. E poi sempre nei medesimi elenchi ( in mancanza di abilitazione e di concorsi) Le rispondono professionisti che hanno accumulato titoli professionali come dottorati, master, CFU, specializzazioni linguistiche etc etc, nonché anni di servizio e per questo si trovano in quelle posizioni in graduatoria. Preg.ma quando si convoca non si sta giocando al Superenalotto cioè non si sta sorteggiando a caso dei numeri che comporanno la vincita, si sta chiamando persone che hanno guadagnato con il duro lavoro e spesso investendo tanti quattrini quel “Posto al Sole”. I docenti precari purtroppo non possono partecipare ai concorsi per dirigente. Perché sapesse quanti di noi avrebbero voglia e titoli per dirigere una scuola (senza voler togliere alcun merito). Sapesse quanti somarelli ho incrociato ai quali avrei fatto fare volentieri il giro delle classi con le orecchie (sa io ho una età tale che le ho viste le orecchie girare nelle classi e mi hanno fatto un gran bene).

Perché non ha scritto questa lettera per pretendere una selezione seria dei Ministri dell’Istruzione e chiedere che almeno fossero muniti di una Laurea e di competenze specifiche. Perché? Perché noi dovremmo tutti gli anni sorbirci dei dir.ti spesso non del tutto padroni della professione e invece voi dovreste aspirare ad avere in cattedra docenti iper-selezionati? E poi chi dovrebbe occuparsi di questa selezione perché essa possa avere il sapore della oggettività! Lei nella lettera fa riferimento alle aziende private: Esimia Le ricordo che un’azienda privata quando seleziona un professionista con esperienza lo paga fior di quattrini e non quattro pidocchi e poi se è bravo fa in modo di tenerselo, non lo assume a settembre per poi licenziarlo a giugno. Non pretende che il professionista in questione campi fino al nuovo contratto con una Naspi di 700€ al mese quando sei fortunato. Lei doveva spiegare, dettagliatamente, alla variegata platea di persone che vive fuori da questo sistema aberrante (platea fatta anche dai genitori dei nostri allievi di cui sono spesso degna rappresentanza) che se volete il meglio dovete #PAGARLO! Se volete il meglio dovete dare #CONTINUITA’ al ruolo di docente nel nostro, nel vostro e nell’altrui interesse.

Detto ciò, ci terrei a ringraziarLa, comunque, perché lei con questa lettera ha squarciato finalmente quel velo di ipocrisia che divide ideologicamente gli insegnanti dalla classe dirigente e dai politici che ci governano. Che getta un ombra nei rapporti tra docente/discente e famiglie alle quali spesso viene subdolamente inculcato che ai propri figli ogni anno tocca un Alieno/Usurpatore che non sa dove si trovi e di cosa sta parlando. Ora, invece, sarebbe tempo che Lei come tutti i dir.ti seri scendeste in piazza con noi docenti per aiutarci a vedere riconosciuti finalmente i nostri diritti acquisti. Buon lavoro e stia serena faccia pure le Sue convocazioni con tranquillità, noi docenti sappiamo quello che facciamo e soprattutto chi siamo e cosa siamo chiamati a fare nel ruolo!” Concentri i Suoi sforzi per condurre una lotta costruttiva finalizzata al miglioramento della qualità della formazione scolastica e lotti insieme a noi per restituire “Dignità” ai migliaia di docenti che prestano servizio nelle scuole con amore e devozione! E’ ora di gridare tutti insieme #VogliamoIlRuoloPerIPrecari!

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