Vizzini (Misto): “Linee guida in ritardo e troppo generiche. Banchi singoli solo spreco di soldi” [INTERVISTA]

Ritorno in classe, linee guida del governo, banchi singoli e mascherine. Tutti sono interessati alle misure messe in atto dal governo Conte per la riapertura delle scuole a settembre.

A Orizzonte Scuola, interviene la deputata Gloria Vizzini (Misto) in merito agli ultimi accadimenti.

Secondo lei, le linee guida del governo sono arrivate troppo tardi? Dove si può migliorare

Le linee guida sono arrivate sicuramente tardi, sono generiche e, non volendo affrontare il nodo cruciale degli spazi, dei docenti e delle risorse, attribuiscono molta responsabilità ai dirigenti scolastici, che per questo saranno in seria difficoltà non potendo garantire un corretto e sicuro avvio dell’anno scolastico. Negli ultimi giorni molti dirigenti hanno dichiarato di non aver spazi a sufficienza per tutte le classi già in fase non emergenziale e senza distanziamento ed è di oggi la notizia di un incontro organizzato dalla provincia di Pisa tra dirigenti scolastici, Presidente della Provincia e tecnici dei servizi edilizia e trasporti. Una riunione in cui tutti i dirigenti scolastici delle scuole superiori presenti hanno evidenziato che al momento è impossibile rinunciare alla didattica a distanza”.

 Credibile che la scuola sia pronta il 14 settembre?

“Come ho già sottolineato, la scuola e i dirigenti scolastici si faranno in quattro per essere pronti, ma non ci riusciranno; questo perché i numeri dicono che mancano all’appello tantissimi insegnanti e sarà necessario ricorrere a migliaia di supplenze attraverso quella che il Ministero chiama “call veloce” che altro non è se non la vituperata “chiamata diretta” di renziana memoria”.

Banchi singoli, mascherine e distanziamento sociale: tutto ciò sarà davvero possibile?

“Le mascherine sono ancora un tema aperto; non c’è certezza sulla possibilità o meno che vengano adoperate da studenti e insegnanti. È stato nominato il commissario Arcuri per far fronte – credo – alle decisioni più spinose riguardanti la ripartenza scolastica e le mascherine sono una di queste. Certo è difficile immaginare ragazzini in aula con la mascherina per cinque ore. Il distanziamento sarebbe la cosa più logica da realizzare, ma, non riuscendo ad intervenire in tempi brevi sull’edilizia scolastica, il Ministero ha pensato di comprare mobili, di riempire le scuole di banchi singoli, presumibilmente di plastica. L’unica risposta all’emergenza non può e non deve essere una scuola di plastica. Mi chiedo che fine faranno tutti i vecchi banchi e come saranno smaltiti. Mi chiedo anche quanto ci costeranno tutti questi “banchetti”. Il ricorso ai banchi singoli è una perdita enorme, che indebolirà bambini e bambine rendendoli fragili e poco propensi alla socializzazione. Su di essi, inoltre, sarà difficile svolgere attività quali, ad esempio, il disegno tecnico”.

Come valuta l’esperienza della DAD e il suo impiego futuro?

“Le linee guida del “Piano Scuola 2020-21” hanno indicato la DAD tra le soluzioni “complementari” e d’emergenza, ma è chiaro che queste situazioni saranno la normalità tutte quelle volte in cui non si riuscirà ad attuare un concreto distanziamento tra gli studenti nelle classi. Nel Pnr inoltre sono stati previsti 7 miliardi in 3 anni per cablare le scuole italiane: questo significa che hanno già in mente la teledidattica. Il disegno è chiaro: ampliare e proseguire l’esperienza della DAD che, tralasciando le difficoltà di connessione, la scarsa attenzione degli studenti, la quasi totale impossibilità di valutarli oggettivamente sulla loro preparazione, mira alla costruzione di una scuola dove non ci siano relazioni e rapporti umani. La scuola è un luogo di confronto e la figura dell’insegnante costituisce uno stimolo a far sempre meglio contribuendo così alla formazione dello studente. Non è possibile stabilire relazioni attraverso un monitor tra gli adulti, figuriamoci con ragazze e ragazzi che si trovano in un’età bisognosa di attenzione da parte degli adulti quale è l’adolescenza”.

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