“Vivo in uno sgabuzzino di 9 metri quadri a 425 euro al mese”. Lo sfogo di una studentessa

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Il caro affitti da alcune settimane è al centro di un dibattito molto serrato. Arrivano molte storie di denuncia di studenti fuori sede costretti a situazioni disagevoli per portare avanti i propri progetti di studio.

Una di queste storie è raccontata da Il Gazzettino, dove una studentessa ha deciso di studiare a Venezia: “Da Fiuggi ho scelto di studiare e vivere a Venezia, ormai poco meno di tre anni fa, per l’offerta formativa IUAV e le aspettative che avevo da questa magnifica città dove spero di lavorare e vivere anche in futuro“, afferma.

Dopo tanta ricerca nella giungla dei gruppi Facebook con truffe -racconta la giovane – locazioni in nero e contratti da 10 mesi, vivo da 8 mesi in un appartamento condiviso con altre 4 persone, con un contratto transitorio dalla durata di due anni: l’ubicazione è a San Giacomo dell’Orio. La mia camera è meno di 9 mq, infatti la mia scrivania è in corridoio. Pago con le utenze una media di 425 euro al mese“, spiega.

Ma tutto ciò non basta: infatti la studentessa ha dovuto trovare un lavoro serale, racconta al quotidiano: “Da otto mesi mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato a lavorare perché pagare 430 euro di affitto più le tasse dell’università e al contempo sostenere la vita a Venezia non è una passeggiata. Non mi riferisco agli spritz o ad altri svaghi, ma proprio alla spesa quotidiana a San Giacomo, dove qualsiasi prodotto costa più che in terraferma: ho dovuto arrotondare per gravare il meno possibile sulla mia famiglia“.

C’è anche la testimonianza di Andrea, un 23enne trentino che ha deciso di vivere a Venezia per studiare alla Ca’ Foscari: ” Vivo a Cannaregio, il mio affitto, per una doppia, è di 350 euro più le spese, mentre il mio coinquilino ne spende più di 500 per una singola”.

I prezzi in isola si sono alzati tantissimo fino a sfiorare anche i 700 euro per una singola – spiega Andrea – In terraferma la situazione non è delle migliori, anche lì i prezzi sono esagerati. Per trovare questa casa lo scorso anno mi sono messo a cercare a marzo e l’ho trovata solo a inizio giugno”.

Come la precedente testimonianza anche Andrea lavora: “Lavoro nella biglietteria di un teatro, la paga è proporzionata alle ore che faccio, tuttavia è abbastanza difficile riuscire a mantenere il ritmo con le lezioni e spesso mi ritrovo a dover saltare lezioni che vorrei seguire volentieri per lavorare”, spiega lo studente trentino.

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