Vivere aspettando una supplenza da qualche scuola del nord? In Francia a 28 anni insegno già all’Università

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Il Fatto Quotidiano racconta oggi la storia di Battista Liserre che, dopo la laurea ha deciso di non seguire il percorso delineato dal governo italiano per diventare insegnanti, ma di scegliere l’estero.

Un dottorato, e da lì la carriera che lo ha portato a diventare insegnante all’Università già a 28 anni.

“Finita l’università avevo due strade: restare in Italia a casa dei miei genitori, aspettando che qualche scuola del nord mi chiamasse per una supplenza, o tentare la mia chance all’estero”.

E ancora ”

Vista la situazione italiana non avevo molta fiducia . In Italia le poche borse per fare un dottorato sono destinate a figli , parenti e amici dei professori . E anche quando hai la fortuna di entrare nelle grazie di un docente lavori gratis o, con qualche borsa di studio, arrivi al massimo a 900 euro al mese”.

Ma certamente si tratta di una decisione non semplice, e non da tutti percorribile.

Allora, forse, sarebbe meglio concentrarsi su nuove regole in Italia. Saranno sufficienti quelli introdotte dalla delega della Buona Scuola con il percorso concorso + tirocinio/formazione (FIT)= ruolo?

Fedeli: “non è automatico laurearsi con 110 e lode e saper insegnare, serve formazione. Ho fatto iniziare a.s. con tutti i docenti in classe”. Riflessioni di fine legislatura

L’articolo sul Fatto Quotidiano

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