Vita da precari. In attesa della sentenza della Corte Costituzionale del 23 giugno

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Unicobas Scuola – Se verrà giudicato incostituzionale il primo comma dell'articolo 4 della L. 124 del 1999 nella parte in cui permette la reiterazione, o meglio, l'abuso delle supplenze annuali per coprire i posti vacanti della scuola senza porre alcun limite, ad oggi, non è dato sapere.

Unicobas Scuola – Se verrà giudicato incostituzionale il primo comma dell'articolo 4 della L. 124 del 1999 nella parte in cui permette la reiterazione, o meglio, l'abuso delle supplenze annuali per coprire i posti vacanti della scuola senza porre alcun limite, ad oggi, non è dato sapere.

E' la domanda che rimbalza negli ambienti della scuola in vista della sentenza che verrà emanata dalla Corte Costituzionale, il prossimo 23 giugno.

Docenti e personale Ata precari, sono, in giusta fibrillazione, perché molte delle loro speranze di lavoro nella scuola dipenderanno da ciò che decreteranno i giudici costituzionali. E' una sentenza che in parte è stata già scritta dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, la Consulta italiana dovrebbe ricalcare proprio la decisione presa a Bruxelles lo scorso 26 dicembre, i giudici europei, infatti, decretarono l'incompatibilità della normativa italiana che consente la reiterazione dei contratti annuali dei supplenti per coprire posti vacanti, rispetto alla normativa europea, pertanto, quando si verifica questa situazione, la norma interna viene giudicata automaticamente contrastante con le norme europee.

Di fronte a questa situazione, i possibili scenari che si presenteranno alla Corte costituzionale il prossimo 23 giugno possono essere circoscritti, ovvero, l'articolo 4, primo comma, della legge 124/99 risulterebbe incostituzionale rispetto all'articolo 117 della Costituzione italiana che prevede l'inserimento a pettine delle norme comunitarie rispetto alla normativa nazionale. L'indecisione riguarderà, però,la forma della sentenza che verrà emanata, ovvero, verrà cancellata in toto la norma giudicata incostituzionale oppure si opterà per una sentenza additiva.

Quest'ultima potrebbe essere la soluzione più probabile, dato che la sentenza della Corte Ue dello scorso 26 dicembre sembrerebbe anticipare tale soluzione. Per mera informazione, tra i giudici costituzionali non ci sarà Sergio Mattarella, nel frattempo divenuto Presidente della Repubblica, al suo posto ci sarà il giudice Giancarlo Coraggio e sarà lui il giudice redattore, cioè colui che propone realmente la sentenza, tale circostanza non è trascurabile ai fini della decisione finale, anche, se, la sentenza verrà presa collegialmente dai 15 giudici.

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