Violenze sui minori, introdurre a scuola educazione all’affettività. Lettera

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Gli  episodi di violenza sessuale che, puntualmente, continuano a verificarsi  e che vedono coinvolti minori, indignano, offendono, sorprendono e invitano ciascuno di noi a riflettere sul mondo dell’infanzia e dell’adolescenza negata, maltrattata, umiliata, tradita, violentata.

I  bambini, le bambine, gli innocenti, gli indifesi, sono le vittime più esposte a questo tipo di  esperienze traumatizzanti, anche a causa di strumenti tecnologici che ne accentuano il fenomeno e ne facilitano la diffusione.

Drammaticamente,  imprevedibilmente e paradossalmente,  i vari ambiti sociali evocano  non più situazioni  di sicurezza, affetto, gioia, amicizia, amore, felicità, condivisione ecc., ma in, alcuni casi, rivelano perverse voluttà che partono da stati di crudeltà e di violenza, da cuori abbrutiti dall’ assenza di dedizione e amore verso i più piccoli, i più deboli, gli indifesi. E questo è un male terribile che fa sprofondare la nostra società  in un abisso di solitudine, di sofferenza e di dolore.

Lo scandalo patito dai bambini e  le sofferenze dell’ infanzia, sono la prova più difficile da superare per vincere la sfida contro l’irriducibile e disumana volontà di persone senza amore, ad offendere, straziare e violare anime innocenti.

La difesa della vita dei piccoli offesi, deve partire da una reazione forte contro gente malata,  succube del vizio, della violenza, della passionalità. Un bambino lievemente disabile che, davanti alla violenza subita  per anni rimane in silenzio, non accusa, non si difende, tace, scuote e interroga  le nostre coscienze: perché muto davanti alle forze distruttive del male? La risposta a questa inquietante domanda, insondabile nelle sue profondità, è molto complessa e difficile per  cercare di spiegare in modo esaustivo talune sconvolgenti lacerazioni di vite umane.

Di certo,  scuola,  famiglia e società le quali, spesso, hanno difficoltà ad esercitare un effettivo controllo, a cogliere seppur minime anomalie comportamentali, a strutturare importanti ed efficaci percorsi formativi  orientati ad  accompagnare i ragazzi alla conoscenza del proprio corpo, ad educarli a stabilire corrette e pure relazioni sentimentali, ad incanalarli verso una chiara e sana consapevolezza della propria identità  in relazione alla dimensione affettiva, hanno precipue responsabilità.

Per guidare  gli adolescenti in questo non facile cammino formativo e, soprattutto, in considerazione del fatto che la scuola debba oggi essere più attenta alla crescita globale della persona, occorre prendere in seria considerazione, a livello educativo,  il problema dell’affettività e della sessualità in età adolescenziale. In pratica, è fondamentale che nella  prassi educativa quotidiana si concretizzi  quella  filosofia della crescita capace di orientare,  promuovere ed aiutare l’adolescente a superare  situazioni di conflitto, a gustare la freschezza  e la genuinità di un rapporto fondato sulla decantazione interiore dell’altro da sé e  a smascheraree a denunciare  il volto ambiguo e pericoloso di una  sessualità malata.

Può darsi che il  diffondersi del permissivismo nelle diverse relazioni socio-affettive contribuisca non poco  a rendere l’altro schiavo di certi meccanismi e a  produrre effetti deleteri sulla persona;  ma, qualunque sia il raggio d’ azione,  non si può negare che la pornografia e la pedopornografia siano un male sociale da sconfiggere. Infatti, Il desiderio di acquisire e diffondere immagini sempre più esplicite dal punto di vista sessuale, non solo offuscano l’austera bellezza di certi valori morali, ma, soprattutto, non aiutano i ragazzi a crescere nel segno del vero amore.

Gli adolescenti, attraverso le diverse responsabilità che si assumono nei non sempre lineari e agevoli ambiti della vita personale, sociale e familiare,  sono soprattutto  chiamati a sperimentare e  a conoscere gli aspetti più significativi della vita morale. Pertanto, diventare persona grazie ad un rigoroso itinerario formativo,  ad una graduale assunzione di responsabilità  e ad una paziente tessitura  di rapporti umani veramente liberi da ogni condizionamento e facile compromesso, significa permettere  all’adolescente di non lasciarsi sopraffare dal materialismo  e dall’edonismo imperante.

Occorre, dunque, che la società tutta, a vari livelli e con tutti gli strumenti possibili, si impegni per  una seria e organica educazione dei giovani al vero e non negoziabile valore dell’affettività e dell’amore.

In un contesto in cui, complice anche  una vita sociale fatta di relazioni precarie, la comunità adulta fatica a produrre figure e modelli  capaci di orientare verso l’amore vero ed educare all’uso corretto dell’inestimabile patrimonio della sessualità,  i ragazzi sembrano  disorientati e confusi.

Nella concitata vita contemporanea dove non c’è più il tempo materiale e il raccoglimento necessario per dedicarsi all’altro,  i bambini vengono prematuramente gettati  in un mondo carico di mille attrazioni, suggestioni e trasgressioni, ma sostanzialmente povero, vuoto  e freddo dal punto di vista affettivo. Ragion per cui,  una società, una scuola, una famiglia,  una cultura che  offre solo relazioni virtuali,  che esenta la persona dal cimentarsi con un proprio modo di vedere, di sentire e di amare l’altro, è una comunità che non sa educare all’amore, che non sa proporre modelli autentici di  “specialisti in affettività” e, soprattutto,  dimostra di non saper
veramente amare i giovani.

Così, continuando a vivere  soltanto nei sensi esterni e nella superficialità delle cose, si ostacola la naturale formazione al pensiero interiore e  si favorisce la cristallizzazione della  vita di ciascuno  attorno ad un asse che lede la dignità e la libertà di ogni uomo.

In questa prospettiva, si dischiude qui un campo di lavoro molto vasto,  che vede, in primis,   l’istituzione scolastica impegnata nella ricerca e nella comunicazione di valori autentici e, soprattutto,  chiamata ad offrire un percorso educativo completo che ponga al centro dell’interesse i ragazzi e  soddisfi il sempre più crescente bisogno di affetto e  di prossimità amicale. È un suo compito prioritario quello di rendere il soggetto felice nel contesto in cui vive e nelle relazioni con le persone che incontra. Di qui la necessità di concepire l’educazione affettiva come momento  di crescita e maturazione, graduale introduzione nella dimensione relazionale,  per dare volto e voce alla propria intimità, per andare incontro  ad un amore autentico,   pieno di fiducia e di speranza:  ad una vita infinitamente bella.

Mazzeo Fernando (Pedagogista-Docente Scuola Secondaria di Primo Grado)

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