Violenze a scuola. La psicoterapeuta “giovani non tollerano più i no, ed esplodono con gli insegnanti che chiedono il rispetto delle regole”

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Maura Manca, presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, fornisce ad AdnKronos un’interpretazione del clima di violenza che negli ultimi anni si è instaurato nelle scuole italiane, con un crescendo culminato nell’episodio dell’aggressione con il coltello alla professoressa che chiede all’alunno di recuperare un’insufficienza.

Un episodio che ha scatenato un ampio dibattito anche tra coloro che non vivono giornalmente la scuola, ma che diventa sociale, e interessa genitori, mondo del lavoro, politica.

“Una nota, un voto non gradito, li può indurre ad esplodere anche con estrema violenza. Sono bombe a orologeria” spiega la psicoterapeuta all’agenzia.

“Il ragazzo violento oggigiorno non è più quello che ha profili di rischio particolarmente evidenti. È uno “‘normale”. È possibile che reprima emozioni, che non sia in grado di gestire i conflitti, che viva tutto come una frustrazione o un’ingiustizia – afferma Manca – Arrivano alla violenza perché manca loro un filtro adeguato».

La psicoteraupeta chiama in causa anche l’istituzione famiglia. “Talvolta i genitori giustificano i figli deresponsabilizzandoli. E poi di fronte a quella che è una vera e propria aggressione, anche che non riguarda loro direttamente, non si può continuare a dire “è una bravata, una ragazzata”.

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