Violenza sulle donne, approvato all’unanimità il disegno di legge del governo. Ecco cosa si prevede

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Il Senato ha approvato il testo del ddl Roccella con le nuove misure di contrasto alla violenza di genere all’unanimità, con 157 voti. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, diviene ora legge. Al termine della votazione un lungo applauso è partito dall’emiciclo, che nella seduta di oggi ha registrato numerose assenze.

Il voto finale è arrivato al termine di un complessa procedura sugli ordini del giorno, relativi ad alcuni dei 19 articoli del ddl, procedura che, in sostanza e non senza alcune polemiche, ha registrato tentativi di intesa tra le forze di maggioranza e di opposizioni, tra riformulazioni e ritiro di alcuni dei testi presentati.

Relativamente all’ordine del giorno della maggioranza, il testo a prima firma Malan ha visto il via libera di Azione e Italia Viva, mentre il M5S ha scelto di astenersi, così come ha fatto il Pd e pure Avs.

Nel testo di maggioranza si impegna il governo “a valutare l’opportunità di inserire nei programmi scolastici, con il pieno coinvolgimento dei genitori, a partire dalla scuola secondaria di primo grado, l’educazione al rispetto, anche attraverso una formazione emotivo sentimentale, che renda gli individui più consapevoli delle proprie emozioni e delle proprie azioni al fine di creare le condizioni per rapporti umani sentimentali e familiari più sani ed equilibrati”.

Cosa contiene il provvedimento

Composto da diciannove articoli, il provvedimento mira a rafforzare la protezione delle vittime e assicurare una maggiore celerità nei procedimenti giudiziari legati a tali crimini.

Il primo articolo estende l’applicazione dell’ammonimento del questore e rafforza gli obblighi informativi delle forze dell’ordine verso le vittime di violenza. Inoltre, l’articolo 2 introduce importanti modifiche al codice antimafia, estendendo l’applicabilità delle misure di prevenzione a soggetti indiziati di gravi reati legati alla violenza di genere e domestica.

L’articolo 3 stabilisce la priorità assoluta nella formazione dei ruoli di udienza e nella trattazione dei processi relativi ai reati di violenza. Questa misura è cruciale per garantire una risposta tempestiva e adeguata alle vittime. L’articolo 5, poi, favorisce la specializzazione degli uffici requirenti in materia, una mossa chiave per un trattamento più informato e sensibile delle cause di violenza di genere.

Il ddl enfatizza l’importanza della formazione in materia di violenza contro le donne (articolo 6), un passo vitale per sensibilizzare e preparare meglio gli operatori del settore. L’articolo 7 e 8 introducono modifiche significative sul procedimento di applicazione delle misure cautelari, mirando a una maggiore efficienza e tempestività.

Gli articoli 9 e 10 rappresentano un giro di vite contro i trasgressori, inasprendo le pene per la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e introducendo l’arresto in flagranza differita per certi reati.

Infine, l’articolo 17 prevede l’introduzione di provvisionali a favore delle vittime o degli aventi diritto in caso di bisogno. L’articolo 19 sottolinea la clausola di invarianza finanziaria, assicurando che l’attuazione del provvedimento non comporti nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

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