Violenza studentesca in classe: 10 cose da suggerire ai genitori per la prevenzione. SCARICA DOCUMENTO

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Di recente, alcuni telegiornali sono stati riempiti da storie di violenza nelle aule scolastiche, eventi che hanno portato a riconsiderare il fenomeno anche dal punto visuale degli insegnanti feriti o stressati dall’incapacità (impossibilità) di intervenire per arrestare il fenomeno. Ancora più preoccupanti se il fenomeno vede protagonisti bambini. Ragione per la quale alcuni genitori e insegnanti sono ancor preoccupati per ciò che questo significa per i bambini nelle scuole e per la sicurezza scolastica. La violenza comprende una gamma che va dalle molestie verbali o imprecazioni fino a minacce fisiche o aggressioni.

Bruciato
Se la nostra società si aspetta che gli insegnanti soddisfino le esigenze sempre più complesse degli studenti e che affrontino l’apprendimento sociale ed emotivo degli studenti, dobbiamo fornire loro la formazione per supportare gli studenti con problemi di salute mentale e comportamentali. Esistono interventi scolastici creati appositamente per supportare gli studenti con bisogni più intensi, è necessario possedere supporti adeguati e pronti a essere implementati in modo efficace. Gli insegnanti non possono implementarli in modo indipendente. Quando gli insegnanti hanno troppi studenti con bisogni elevati e risorse insufficienti, è necessario e urgente definire nuove e più adeguate ricette atte a intervenire sui problemi. Mentre cercano di soddisfare le diverse esigenze educative, di salute mentale e comportamentali dei loro studenti, però, devono affrontare gli elevati tassi di esaurimento. A livello politico, la visione a lungo termine e la garanzia di risorse adeguate a valutazioni e supporti educativi adeguati, dovrebbero essere parte di una soluzione quando si parla, come in questi giorni, di politiche nuove per una scuola centrale dei bisogni dell’Italia che deve crescere e diventare maggiormente competitiva. Per gli insegnanti, nelle loro classi quotidiane, strategie a breve termine, come l’utilizzo di tecniche di riduzione dell’escalation e di intervento di crisi, possono aiutare a soddisfare le esigenze degli studenti.

I bisogni non sono sbagliati
È importante dedicare del tempo alla comprensione che il comportamento degli studenti è un tentativo di soddisfare un bisogno. La necessità non è sbagliata, ma gli studenti a volte hanno deficit di abilità che si traducono in comportamenti problematici in classe. Se gli educatori riescono a capire quali sono questi bisogni, possono ridurre la probabilità del comportamento violento modificando gli aspetti dell’ambiente. Possono anche insegnare agli studenti le abilità che mancano per aiutarli a soddisfare più efficacemente le loro esigenze. La maggior parte degli psicologi scolastici hanno una formazione per supportare valutazioni comportamentali funzionali e piani di supporto comportamentale positivo: questo può essere una risorsa per supportare gli insegnanti. Sfruttando, in questo momento storico, l’occasionale (purtroppo non duraturo) di questa figura. Non dimentichiamo che psicologi e pedagogisti dovrebbero essere organici in ogni struttura scolastica, non una elargizione momentanea e neppure una condivisione inefficace con un territorio troppo ampio che non permette di intervenire, con prontezza, nella quotidianità.
Ci sono numerosi studenti che necessitano di un livello di supporto diverso da quello che può essere fornito da un insegnante, in una classe, per la verità, stracolma di studenti che hanno esigenze diverse; ogni studente ha una esigenza in un mondo nel quale, per fortuna, è sparita la definizione di “normale”.

Approcci alla riduzione dell’escalation
Ad esempio, quando si verificano situazioni potenzialmente violente, ci sono misure che gli insegnanti possono intraprendere per prevenire o ridurre i potenziali problemi nelle prime fasi del processo.
Quando il comportamento aggressivo e violento dei bambini si accumula ci sono alcuni evidenti primi segnali che qualcosa si sta intensificando: aumento del volume, linguaggio più aggressivo, aumento del livello di energia e movimento.

Le strategie
Ecco alcune strategie comuni discusse nella prevenzione e intervento delle crisi:

Rimani calmo e non diventare conflittuale: evita di discutere o cercare di ragionare con uno studente che mostra segni di escalation.

Dare scelte: chiaramente, e usando un linguaggio non emotivo, dare allo studente una scelta di comportamento con chiare conseguenze. “Puoi tornare al tuo posto in modo che possiamo finire il nostro lavoro e giungere serene e veloci alla ricreazione; se scegli di non tornare al tuo posto, ti verrà chiesto di lasciare l’aula”. Assicurati di concedere agli studenti il tempo di considerare le loro scelte e di rispondere.

Riconoscere i sentimenti: quando gli studenti aumentano, nel corso dell’anno, numericamente nelle classi (che diventano, purtroppo, al di là dei buoni principi, classi sempre più pollaio con trasferimenti incontrollabili e spesso non necessari), spesso vengono compromesse le dinamiche relazionali e gli studenti si abbandonano ad affermazioni su ciò che sta accadendo, talvolta non riconoscendosi nella classe e affermando che le cose non sono giuste per loro. Sebbene le loro percezioni di correttezza possano non essere accurate, puoi sempre riconoscere che gli alunni diventano, vuoi o non vuoi, frustrati, delusi o arrabbiati e farli sentire ascoltati diventa sempre più complicato mutando come docente, anche le tradizionali dinamiche d’ascolto. Ad esempio, un insegnante potrebbe dire: “Vedo che sei deluso dal fatto che oggi non sei al centro del mio interesse, scusami ma torneremo, tutti insieme, lungo il percorso mai abbandonato e che si è arricchito, in questi giorni, di nuove voci belle come la tua”.

Fornisci spazio: dai al bambino spazio, riduci le interazioni tra lo studente e il resto della classe e se sembra probabile che la riduzione dell’escalation verbale possa non avere successo, assicurati che il resto della classe abbia una chiara via di uscita dal problema.

Cosa servirebbe: ci dovrebbe essere un piano per gli incidenti che si intensificano in questi ultimi anni, nonostante gli sforzi per prevenirli che giornalmente pongono in essere i docenti. Un team scolastico, piuttosto che singoli insegnanti, dovrebbe essere coinvolto nella creazione e nell’attuazione di questo piano poiché un supporto inadeguato aumenta le possibilità di violenza.

Debriefing della situazione: dopo un incidente, sia gli insegnanti che gli studenti hanno bisogno di un’opportunità per fare un debriefing con qualcuno del team. Vivere la violenza in classe può essere un’esperienza traumatica, quindi è importante fornire un’opportunità per discutere la situazione. Questo spesso può essere ottenuto tramite i team pedagogici o i consigli di classe, ma a volte può richiedere il ricorso a un professionista della salute mentale, esterno alla scuola.

Processo educativo e intervento pedagogico necessari
Questo processo, elencato sotto forma di strategie (metodologiche e operative) è particolarmente importante in quanto gli studenti che hanno avuto un incidente violento devono avere insegnanti che possano trattare ogni giorno come una lavagna pulita. Questo può essere eccezionalmente difficile dal punto di vista emotivo per gli insegnanti che hanno subito violenza da parte degli studenti. Dobbiamo, però, adottare misure per garantire la sicurezza di insegnanti e studenti, in modo che gli studenti possano concentrarsi sull’apprendimento e sullo sviluppo delle competenze di cui avranno bisogno per diventare adulti di successo e gli insegnanti possano concentrarsi meglio sull’insegnamento ai propri studenti.

Il decalogo 

La Violenza studentesca in classe si vince, anche, con una scelta strategica importante: i genitori devono diventare protagonisti e corresponsabili di ogni scelta educativa, didattica e formativa. E devono farlo con responsabilità, senza inquisizioni, processi verbali per strada, attacchi talvolta vomitevoli contro le istituzioni, i docenti e i dirigenti scolastici. Parola d’ordine: collaborazione. Spesso, per la verità, scambiata con deplorevoli e intollerabili azioni volte più a distruggere la scuola e la credibilità degli insegnanti, innanzi i figli, che demotivano gli alunni, li deresponsabilizzano, li pongono nella condizione di maturare sfiducia nella scuola. Alleghiamo un decalogo “10 cose che puoi fare a casa per prevenire la violenza nella tua comunità scolastica” per crescere tutti insieme: alunni, genitori, insegnanti, dirigenti scolastici, personale ATA, comunità politica territoriale.

IL DECALOGO violenza dei minori

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