Violenza contro il personale scolastico e inasprimento delle pene, “introduciamo la giustizia riparativa nelle scuole”. Il nostro Direttore in Parlamento, cosa abbiamo proposto

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La Camera dei Deputati sta affrontando l’esame approfondito di una proposta di legge finalizzata a rendere più severe le sanzioni per coloro che commettono atti di violenza all’interno del personale scolastico. Conclusa ieri la fase di valutazione che ha coinvolto audizioni mirate, consentendo ai rappresentanti dei genitori, dei sindacati scolastici, degli studenti e delle realtà che operano nel mondo della scuola di esprimere le proprie opinioni e fornire contributi sulla questione. Tra le audizioni si è svolta anche quella della nostra testata che, per voce del direttore Eleonora Fortunato, ha presentato una proposta costruttiva per arginare e affrontare al meglio le questioni legate agli atti di violenza

Negli ultimi tempi, come testata, abbiamo dedicato ampio spazio al problema delle aggressioni contro il personale scolastico, cercando di analizzarlo da diversi punti di vista, non soltanto come fatto di cronaca. In un recente articolo pubblicato sulla nostra rivista dedicata al mondo della dirigenza scolastica, la Dirigente Maria Maddalena Di Maglie ha presentato un’interessante prospettiva che si adatta perfettamente alle finalità dell’istituzione scolastica: la giustizia riparativa.

L’origine e l’evoluzione della giustizia riparativa

La giustizia riparativa, oggi riconosciuta a livello internazionale, è un approccio di giustizia che si è sviluppato a metà del secolo scorso ed è diventato parte integrante dei sistemi penali. In Italia, la disciplina organica della giustizia riparativa è stata introdotta dagli articoli 42-67 del Decreto Legislativo n. 150 del 10 ottobre 2022, prendendo spunto da risoluzioni e direttive europee e internazionali autorevoli come la Risoluzione ONU 12/2002, la Raccomandazione del Consiglio d’Europa del 2018 e la Direttiva vittime UE 29/2012.

Definizione della giustizia riparativa e partecipanti ai programmi

Secondo l’articolo 42 del decreto 150/22, la giustizia riparativa è definita come ogni programma che consente alla vittima, all’autore dell’offesa e ad altri membri della comunità di partecipare liberamente, in modo consensuale, attivo e volontario, alla risoluzione delle questioni derivanti dal reato, con l’aiuto di un mediatore imparziale e adeguatamente formato.

Il carattere rivoluzionario della giustizia riparativa

A differenza dell’inasprimento delle pene, che svolge comunque una funzione deterrente, la giustizia riparativa si basa sul potere trasformativo del conflitto. L’obiettivo è promuovere la pacificazione sociale come dovere dello Stato, come sancito nell’articolo 2 della Costituzione italiana, che richiede l’adempimento dei doveri di solidarietà. Secondo il filosofo Giovanni Grandi, la giustizia riparativa offre opportunità rivoluzionarie come dare voce alle vittime, consentire agli autori di comprendere il danno causato e partecipare attivamente alla riparazione.

L’inclusione della comunità nella giustizia riparativa

L’articolo 45 del decreto 150/22 prevede che, oltre alla vittima e all’autore dell’offesa, possano partecipare ai programmi di giustizia riparativa anche altri membri della comunità, come familiari, persone di supporto, enti e associazioni rappresentative degli interessi lesi dal reato, rappresentanti delle istituzioni pubbliche e chiunque altro abbia interesse.

La scuola come ambiente educativo riparativo

La scuola è un ambiente naturale per sperimentare l’approccio riparativo della giustizia. Grazie al suo ruolo educativo, la scuola può diventare uno spazio in cui si pratica l’ascolto, la comprensione delle esperienze altrui e la ricerca di accordi per il futuro. L’adozione del paradigma riparativo consente di trovare risposte che promuovono la riparazione del legame sociale violato, responsabilizzando gli individui e gestendo le conseguenze distruttive del conflitto nell’ambito dell'”Educazione civica e alla convivenza civile”.

Caratteristiche di una scuola riparativa

L’approccio riparativo nella scuola dovrebbe mirare a riparare il danno, rafforzando e non sostituendo le sanzioni previste dal codice penale, attraverso attività utili alla comunità. Una proposta interessante è quella di rendere strutturale il principio della giustizia riparativa nelle istituzioni scolastiche, promuovendo laboratori formativi che aiutino gli studenti a stabilire relazioni rispettose e creando un contesto scolastico competente nella gestione riparativa dei conflitti.

La presenza precoce della giustizia riparativa nella scuola

È importante sottolineare che il concetto di giustizia riparativa è già presente nella nostra legislazione scolastica. Lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti (d.p.r. n. 249/1998) prevedeva già che le sanzioni disciplinari fossero temporanee, proporzionate all’infrazione e orientate alla riparazione del danno. Recentemente, le Linee di Orientamento per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo (D.M. 18/2021) fanno esplicito riferimento all’approccio riparativo nella definizione dei provvedimenti disciplinari.

Guarda il video dell’intervento del Direttore Fortunato

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