Violenza ai docenti, rispondono i presidi: noi troppo buoni, insegnanti non autorevoli cambino mestiere

di redazione
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Un professore veniva bullizzato dai suoi studenti di terza media, che lo hanno umiliato riempiendolo di insulti, minacciandolo con un coltello, facendo vandalismo sulla sua automobile e facendolo anche cadere per terra con uno spintone.

Secondo i sindacati la colpa è dei presidi, che non tutelano gli insegnanti infliggendo sanzioni agli studenti per paura di calo di iscrizioni e per salvaguardare il buon nome della scuola.

I presidi rifiutano le accuse

Ma i presidi non ci stanno a queste accuse: sono i docenti a dover garantire “una corretta gestione della situazione: sono loro i primi a essere in classe e devono essere capaci di mantenere la loro autorevolezza. I docenti non subiscano: il rapporto educativo sano ed efficace nasce da una chiara definizione dei ruoli e degli spazi che competono a ciascuno. Mai confondere i ruoli, mai dimenticare che in classe si è il docente e non l’amico dei ragazzi: quando quest’ultimo sente che la propria figura professionale non è rispettata, deve attivarsi lui per cambiare le cose, e solo in presenza di situazioni gravi deve rivolgersi al dirigente. Se il preside è omertoso, è necessario andare in Procura e denunciare, ma non digerisco che i sindacati ci affibbino questa targhetta, come se lo fossimo tutti. Ognuno si deve assumere la responsabilità di far rispettare le regole dentro la scuola” afferma un dirigente scolastico sul Quotidiano di Puglia.

Docenti troppo fragili, dovrebbero cambiare lavoro

Secondo un altro dirigente, alcuni docenti sono troppo fragili e per troppa bontà dei presidi non cambiano lavoro.

Genitori assenti, andrebbero messi davanti alle loro responsabilità

Un altro dirigente denuncia invece l’assenza dei genitori, che non sono più un punto di riferimento: andava convocato subito il consiglio di classe per reprimere subito il comportando scorretto e mettendo tutti davanti alle proprie responsabilità.

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